Visione di business: la scintilla della tua cultura aziendale.

Visione di business: la scintilla della tua cultura aziendale.

Visione di business: la scintilla della tua cultura aziendale

Hai aperto da poco la tua P.iva e pensare come una grande azienda ti sembra prematuro?

La visione di business non è qualcosa di superfluo da rimandare a domani, ma un tassello fondamentale che ti aiuterà a non perdere la rotta, a prendere decisioni coerenti e a trasmettere agli altri la tua autenticità.

Delineare la tua visione significa assumerti la responsabilità di sognare in grande e progettare in modo realistico, coltivare un tuo pensiero indipendente sul futuro che vorresti contribuire a creare. Significa anche essere abbastanza audace da costruire una strada che sia solo tua, lottare contro il “si è sempre fatto così”, capire cosa vuol dire per te essere realizzato e mettere le basi per un’organizzazione del tempo e della vita su misura.

Se a un primo sguardo il concetto di visione può sembrare poco concreto, con questo articolo voglio farti riflettere sull’importanza dei sogni e delle riflessioni profonde nel business.
Scoprirai cos’è la visione, con esempi tratti dalla realtà, e in cosa consiste il modello Be-Do-Have che mi ha cambiato la vita.

 

Cos’è la visione di business?

 La visione di business è ciò che distingue un freelance da un imprenditore, è il sogno grande, gradissimo che coltiverai giorno dopo giorno attraverso il tuo lavoro.

Per intenderci, la tua visione di business, in senso stretto, è il tuo perché, è quell’idea, esprimibile attraverso una frase, che dà un senso più profondo al tuo lavoro. La visione supera il concetto di profitto e di performance e veste la tua comunicazione di valori universali in cui i tuoi clienti si possano riflettere.

Un domani, quando deciderai di delegare alcuni aspetti della tua attività, la tua visione sarà la base valoriale in base alla quale scegliere i tuoi collaboratori, per creare un team coeso e unito da un obiettivo comune: la scintilla della tua cultura aziendale.

4 vision a cui ispirarti
4 vision a cui ispirarti

Il modello che mi ha cambiato la vita

Qualche anno fa mi sono imbattuta per la prima volta nel modello Be-Do-Have. Vivevo in un monolocale di 15 metri quadri con il mio ragazzo e ammiravo da lontano content creator, imprenditori e nomadi digitali.

La cosa che pensavo più spesso era: “Io questa cosa non la posso fare perché non ho spazio. Quando avrò più spazio allora potrò…” È innegabile che la situazione fosse limitante, ma i miei pensieri lo erano ancora di più.

È opinione comune credere che “l’avere” sia il punto di partenza per realizzare qualunque cosa e, forse, credi anche tu che senza lo spazio, l’attrezzatura, le risorse sia impossibile essere chi vorresti.

Questo modello di pensiero, però, ti porta a concentrarti su quello che non hai e vivere in una costante sensazione di scarsità, invece che porre l’attenzione su quello che puoi già fare con i mezzi a tua disposizione.

Il modello Be-Do-Have, teorizzato da Stephen Covey nel suo libro The 7 Habits of Highly Effective People, ti invita a cambiare prospettiva, a spostare il focus sull’essere e coltivare una mentalità imprenditoriale.

Quello che ti serve, infatti, non si materializzerà per magia o per fortuna, ma, grazie a una visione solida che ti permetterà di darti piccoli obiettivi per trasformare una realtà limitante in un’opportunità

 

Stabilisci la tua rotta.

Ora immagina la tua visione come il nord di una bussola, che ti permette di muoverti in una direzione precisa, nonostante tutti gli ostacoli sul tuo cammino.

Se non sai qual è la direzione, come puoi progettare i prossimi passi? Avere una bussola ti permette di non perderti e di fare investimenti mirati in tempo, denaro e formazione, evitando d’indirizzare energie nella direzione sbagliata.

Sintonizzarti con essa ti dà la motivazione per continuare, le radici solide che ti guideranno attraverso scelte autentiche e coerenti, capaci d’ispirare gli altri e coinvolgerli.

Nel concreto la visione, come afferma la mia amica Giulia (Job & Life Coach), ti permette di “definire i tuoi progetti in maniera realistica, ma grande.”

In senso allargato, infatti, la visione non è solo il sogno, ma anche la consapevolezza necessaria per dar forma a un progetto, fatto di: valori, clienti ideali, emozioni, promesse, parole, stile comunicativo e immaginari.

Di tutti quegli elementi immateriali, essenziali per distinguerti dai tuoi competitor e gettare le fondamenta del tuo brand.

Ti ho incuriosito? Guarda la diretta che ho tenuto con Giulia sul tema della visione!

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Brand personality: 12 archetipi per trovare il tuo stile comunicativo.

 

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Brand personality: 12 archetipi per trovare il tuo stile comunicativo

Brand personality: 12 archetipi per trovare il tuo stile comunicativo

Brand personality e archetipi di brand

Se non hai ancora letto l’articolo: “Cos’è la brand personality e come Giulia ha dato luce alla sua”, ti consiglio di cominciare da lì, dove ti parlo di altri due strumenti per trovare il tuo stile comunicativo. Qui, invece, approfondiremo insieme il tema dei brand archetypes o archetipi di brand.

Jung definisce gli archetipi come un’eredità psicologica inconscia. Modelli ricorrenti di pensiero e comportamento che ci aiutano a comprendere la realtà. Figure che fanno parte delle storie che raccontiamo da quando, per la prima volta, attorno a un fuoco, abbiamo sentito l’esigenza di comunicare dei messaggi e tramandarli; che si sono evolute con l’evolvere delle società mantenendo inalterati i loro tratti principali.

Nell’ambito del branding gli archetipi, assieme ad altre tecniche, ti aiutano a visualizzare la tua identità di brand dandole la forma e la concretezza di un personaggio, a differenziarti, a mettere a fuoco i tuoi messaggi per creare una connessione più autentica con chi ti segue. Puoi sceglierne fino a tre e dosarli in modo diverso per distillare la tua essenza comunicativa e individuare i tuoi elementi di unicità. O decidere di svegliarne uno sopito per incarnare, nella tua comunicazione o nel tuo business, una precisa caratteristica di cui senti di aver bisogno, in questo preciso momento.

 

I 12 archetipi

I brand archetypes sono 12 e si rifanno alla teoria di Jung, differenziandosi in base a 12 desideri/bisogni radicati nel nostro essere umani, che ti schematizzo brevemente qui sotto.

 

  • Liberazione > Il ribelle
  • Potere > Il mago
  • Comando > L’eroe
  • Intimità > L’amante
  • Godimento > Il giullare
  • Appartenenza > L’uomo comune
  • Servizio > Il care-giver
  • Controllo > Il sovrano
  • Innovazione > Il creatore
  • Protezione > L’innocente
  • Conoscenza > Il saggio
  • Libertà > L’esploratore

Gli archetipi si suddividono in 4 aree in base ai loro moventi.

Infografica brand archetypes

1. Ricerca di ordine e progettualità

Il sovrano, il care-giver e il creatore appartengono all’area della ricerca di ordine e progettualità.

Nel caso del sovrano questa ricerca di ordine si traduce nel tentativo di mantenere il suo status e lo status quo, come nel caso di brand di lusso che cercano di preservare il fascino senza tempo dei loro prodotti, elevandoli a oggetti iconici.

Il care-giver si occupa degli altri per vocazione, offrendo a persone, gruppi, animali in difficoltà, una struttura che possa aiutarli ad emanciparsi. In questo archetipo possono riconoscersi,  gli enti di volontariato, comunità di recupero o brand con un forte impegno sociale, che cercano di prendere in mano le redini, lì dove ci sono situazioni di scarsa tutela.

Per il creatore, invece, struttura equivale a progettualità. La sua ricerca di ordine è sia nel metodo che gli consente di innovare la sua realtà, sia nel modo in cui questa innovazione ha impatto su quella realtà, cambiandola e fornendo una nuova chiave interpretativa.

2. Ricerca di connessione con gli altri

L’amante, il giullare e l’uomo comune nel muoversi nella direzione dei loro desideri ricercano una connessione con gli altri.

L’amante trova questa connessione nel rapporto uno a uno con la persona amata, ricercando momenti di intimità e condivisione. Un brand “amante” può essere, per esempio, un brand che si occupa di organizzare eventi speciali o un fotografo che, nel ritrarre il suo soggetto, ha bisogno di creare sintonia e mettere a suo agio la persona che ha di fronte.

L’uomo comune crea facilmente connessioni paritarie con gli altri e ricerca l’appartenenza a un gruppo. A caratterizzarlo è una forte empatia e la sua capacità di mostrarsi senza filtri e mettersi in gioco in modo autentico. Comunicano come “l’uomo comune” i brand “della porta accanto”, che non fanno false promesse, né giri di parole e che hanno un’immagine poco editata.

Il giullare crea relazioni interpersonali basate sull’ironia e sul divertimento, portando sempre gioia e ilarità. Spesso ci si limita a vederlo come un “buffone”, ma il suo ruolo di collante e portatore di leggerezza è prezioso per qualsiasi gruppo. La comunicazione del giullare è irriverente e senza peli sulla lingua.

3. Desiderio di libertà e indipendenza

L’innocente, il saggio e l’esploratore tendono verso la libertà e indipendenza, spinti da motivazioni diverse.

L’innocente tende a fuggire dalla realtà per immaginare un mondo proprio, che lo faccia sentire al sicuro dalle responsabilità e dalle brutture del mondo reale. Nella comunicazione l’innocente usa lo storytelling per creare attorno a sé atmosfere sognanti e suggestive. 

Il saggio si mette costantemente in discussione, cercando libertà e indipendenza di pensiero, attraverso la formazione e l’apertura mentale. Si pone come un mentore e non come un guru, attirando attorno a sé persone che, come lui, vogliono raggiungere una maggiore consapevolezza di sé e del mondo.

L’esploratore brama una libertà ai limiti del rischio e del pericolo: la libertà di muoversi attraverso il mondo e fare esperienze originali senza porsi limiti. Comunica agli altri la sua vita appagante, ispirando le persone che lo seguono a vivere nuove emozionanti avventure.

4. Desiderio di lasciare il segno

L’obiettivo che guida il ribelle, il mago e l’eroe è quello di lasciare un segno.

Nel caso del ribelle, questa ricerca si concretizza in lotte sul campo per ribaltare un ordine precostituito. Il ribelle vuole “fare la storia”, ma non ambisce a veder riconosciuto il suo nome, perché il fine ultimo non è il suo ego, ma la trasformazione che vuole realizzare. Nella sua comunicazione, prende posizione senza paura, dividendo le folle. 

Il mago è un visionario capace di immaginare un futuro diverso. La potenza della sua visione lo guida ogni giorno a cambiare il suo presente per tendere al suo sogno. La sua forza d’animo e la sua perseveranza gli consentono di realizzare vere  “magie”. La sua comunicazione ispira gli altri, invitandoli a essere, come lui, visionari, perché il mago sa che solo agendo sul proprio “essere”, potrà plasmare la sua realtà e lasciare il segno. 

 L’eroe si imbarca in un percorso difficile di trasformazione che gli permette di mettersi alla prova, muoversi oltre la sua zona di comfort per maturare abilità e capacità fisiche e mentali. È questa sua perizia che gli permette di raggiungere posizioni di comando e lasciare un segno.
La sua comunicazione è vigorosa e chiara, incita gli altri a compiere il suo stesso viaggio, raccontandolo come un percorso difficile, ma capace di regalare soddisfazioni impagabili. 

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Con questo articolo do il via al nostro viaggio alla scoperta del branding archetipico, che ci porterà ad approfondire tutti i dodici archetipi, uno per uno per trovare quelli che più ti rappresentano.

Se hai trovato interessante questo articolo, mettiti subito alla prova con il test gratuito che ti propongo qui sotto 🙂

 

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Cos’è la brand personality e come Giulia ha dato luce alla sua.

Cos’è la brand personality e come Giulia ha dato luce alla sua.

Cos'è la brand personality?

La brand personality o personalità di brand è l’insieme di quelle caratteristiche che rendono un brand più umano e capace di suscitare emozioni di affezione e fedeltà.

Quante volte ti capita di chiederti come dovresti comunicare online? Se una parola sia giusta o sbagliata e se stai trasmettendo un messaggio allineato alla tua immagine?
Codificare la personalità del tuo brand ti permette di avere più chiarezza, non confondere il tuo stile con quello dei tuoi concorrenti e differenziarti.
Insomma, con una personalità definita e una strategia di marketing efficace, sei in una botte di ferro!

Il primo passo in questo viaggio è quello di vedere il tuo brand e la tua nicchia come mondi e persone concreti, come se fossero lì, davanti ai tuoi occhi, e potessi descriverli.
Più acquisirai consapevolezza della tua unicità e più sarai in grado di rispondere a bisogni reali, in un modo originale e riconoscibile.

L’obiettivo non è irrigidirti in schemi e griglie! Bastano pochi elementi fissi attorno ai quali sperimentare e tessere trame comunicative utili ed emozionanti.

 

Da cosa cominciare per trovare la tua brand personality?

  1. Dal tuo perché. Perché hai deciso di proporti online e creare il tuo brand? Qual è quella scintilla che ti anima e che ti tiene sveglio di notte? Quali sono i pregi che i tuoi amici e i tuoi clienti ti riconoscono?
  2. Un secondo aspetto da non sottovalutare è l’identikit del tuo cliente ideale. A chi vuoi dedicare il tuo tempo e le tue competenze? Quali emozioni vuoi che provi mentre fa esperienza dei tuoi contenuti e servizi/corsi/prodotti. A quali bisogni fondamentali stai offrendo risposte?
  3.  Infine dovresti chiederti quali sono i valori che vuoi trasmettere con la tua comunicazione.

Strumenti creativi per visualizzare il tuo brand “in carne o ossa”.

Questi aspetti vanno a costruire le fondamenta del tuo brand, ma non ti aiutano a visualizzarlo e immedesimarti quando, nell’atto pratico, vuoi dare vita alla tua strategia o ai tuoi contenuti.

Per questo motivo possono arrivarti in soccorso strumenti creativi e divergenti, che sono di estrema utilità per raggiungere quella chiarezza che cerchi.
Non fare l’errore di sottovalutarli e tralasciarli perché ti sembrano “astratti”, non c’è niente di più sbagliato! Saranno proprio loro, infatti, a dare concretezza alla tua comunicazione.

Se non ti ho ancora convinto puoi chiedere a Giulia, che ha intrapreso un percorso di definizione della propria identità di brand con me e che si è trovata di fronte a un percorso più denso e profondo di quanto non si aspettasse. Lei, che per lavoro si occupa di visione di business (e altre cose fantastiche che rientrano sotto la qualifica di Job & Life Coach).

Con Livia ho ripensato la mia Brand Identity partendo dai fondamentali, e non potrei esserne più felice!
Livia ha saputo guidarmi e ascoltarmi, estrapolare le parti più importanti e profonde della mia identità come brand e poi inserirle in un’identità grafica coerente, che mi fa battere il cuore.
Ha creato per me logo, pattern e icone sfruttando strumenti divertenti e utili per carpire i più profondi segreti del “cosa faccio e come”. Grazie a lei ho compreso di avere nuovi punti di forza, sono più sicura nel mio percorso e ho anche un logo da paura.
Consigliata? Al 100%!

Giulia Borzumati

Job & Life Coach

Quali sono questi misteriosi strumenti?

Analogie

E se il tuo brand fosse un dinosauro? No, non sto scherzando (o forse, un po’ sì).
D’accordo questa analogia è un po’ estrema, ma è funzionale a farti capire quali sono le regole del gioco. Sostituisci a dinosauro la parola che preferisci e che meglio potrebbe aiutarti a delineare le fattezze del tuo brand.

Se, come nel caso di Giulia, è fondamentale per te comunicare una precisa atmosfera, potresti immaginare il tuo progetto come un luogo da descrivere in tutti i suoi più minuziosi dettagli.

Oppure? Un oggetto magico, un cibo, un personaggio famoso, un bel ricordo d’infanzia.
Divertiti e spazia non la fantasia!

Brainstorming

Quando hai trovato le tue immagini, armati di carta e penna e scrivi tutto quello che ti viene in mente: aggettivi, sensazioni, dettagli, nella forma di una nuvola di parole che prendono spazio sul foglio o, se proprio sei di quelli che voglio vedere tutto ordinato, ti è concesso anche l’elenco di parole.

È tassativo, però, che non intervenga nessuna censura e che tu scriva davvero tutto quello che si manifesta fra i tuoi pensieri.
Imposta un timer di 5 o 10 minuti e, a tempo scaduto, cerchia le immagini e le ispirazioni che ti fanno battere il cuore.  È così che la fiamma del logo di Giulia è nata, la candela ha preso spazio e l’immagine di accoglienza e atmosfera cozy si sono trasformate negli elementi della foglia che danza nell’aria e nelle mani, che hanno caratterizzato il suo alfabeto grafico. 

Avevi immaginato che dietro alla personalità di un brand potesse nascondersi tutta questo?
C’è ancora un altro strumento misterioso, utilissimo per definire la brand personality, ma, per la sua complessità, richiede uno spazio tutto suo.

Sei curioso? Lo trovi qui:
Brand personality: 12 archetipi per trovare il tuo stile comunicativo
Qui, invece, trovi l’articolo che Giulia ha scritto sul nostro percorso assieme.

Oppure puoi metterti subito alla prova con il test gratuito sugli archetipi che ti propongo qui sotto 🙂

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La struttura di una pagina web: come modificare il contenuto, senza fare disastri.

La struttura di una pagina web: come modificare il contenuto, senza fare disastri.

la struttura di una pagina web

La struttura di una pagina web nasce dall’intrecciarsi di molteplici competenze, ecco perché oggi voglio darti alcuni consigli per modificarne i contenuti, rispettando la sua armonia.
Nel design, infatti, la bellezza si raggiunge quando forma e funzione raggiungono un perfetto equilibrio. Ecco perché il designer, a differenza di un’artista, è un progettista e non un creatore.
La magia del design non è quella di far nascere le cose dal nulla, ma di costruirle sulla base dei bisogni delle persone.

“Il cattivo design è fumo, il buon design è uno specchio.”

Juan Carlo Fernandez

All’interno di una pagina web ciò avviene a diversi livelli, perché non solo il contenuto nasce per informare, empatizzare o risolvere un problema, ma anche l’interfaccia risponde alle abitudini di navigazione delle persone, assecondandole.

 

I 3 elementi di una pagina web

Una pagina si compone di tre elementi che devi conoscere per poterla modificare senza inficiarne la funzionalità e la bellezza: lo scheletro, il contenuto e il look and feel.

 

La scheletro o wireframe

Lo scheletro della pagina nasce per rispondere a un obiettivo specifico e si divide in sezioni che, in linea di massima, occupano la grandezza della schermata di un computer, con qualche eccezione (il footer, piccole fasce dedicate, per esempio, all’iscrizione a una newsletter, gallery estese, etc).

Il disegno della struttura di un sito prende il nome tecnico di wireframe.

Wireframe

Lavorare prima sulla struttura è necessario per gestire nel modo corretto le lunghezze dei testi e bilanciarle con i giusti elementi grafici.
Evita, per esempio, lunghe colonne di testo senza immagini accanto e, piuttosto, se la tua pagina è suddivisa in due colonne, alternale, invertendo i due elementi in ogni sezione.

La progettazione della struttura tiene conto anche del grado di coinvolgimento della persona che è sul sito, disponendo in primo piano gli elementi essenziali e, a seguire, elementi di riprova sociale (testimonianze, recensioni, gallerie di progetti), approfondimenti, contatti e footer.

 

Il contenuto

Una pagina può contenere testi, immagini e altri elementi grafici, come icone e infografiche, ma il requisito essenziale di ogni pagina è la leggibilità. Assicurati che le dimensioni del font e le sue caratteristiche permettano a tutti di leggere con facilità parole e titoli.

L’insieme di questi elementi va a comporre una gerarchia visiva, che deve permettere a chi visita la pagina di orientarsi velocemente e trovare le informazioni che cerca senza essere costretto a seguire un percorso prestabilito.

Qualcuno vorrà leggere per filo e per segno tutta la storia che hai voluto raccontare nella tua pagina Chi sono e qualcun altro preferirà scorrere la pagina alla ricerca di un titolo chiave o di un elemento specifico: un dettaglio della vostra formazione, una parola o una citazione che richiami l’attenzione e susciti un’emozione.

Progettare una pagina significa assecondare diverse modalità di lettura, inserire nel titolo elementi significativi, usare i grassetti con sapienza, creare delle categorie, suddividere in colonne, variare il colore di sfondo o inserire dei separatori che diano ritmo.

Presta attenzione anche all’uso dei tag per i titoli, all’interno del codice html. Per finalità SEO ogni pagina deve contenere, per esempio, un solo tag h1 (che identifica il titolo principale). Un buon contenuto è un perfetto mix di marketing, informazione, ottimizzazione SEO e storytelling, e dev’essere progettato per accordarsi alla voce del tuo brand.

 

Il look and feel

Il look and feel è l’aspetto di una pagina, l’armonia ricreata dal corretto uso degli elementi grafici.

Per modificarlo è necessario essere a conoscenza delle linee guida visive del proprio brand e della leggenda che l’ux-designer ha voluto ricreare. Per esempio, è possibile che abbia usato due diverse tipologie di pulsante, da applicare in contesti diversi, uno squadrato e l’altro stondato. 
Elementi che sembrano trascurabili, ma che ti aiutano a muoverti istintivamente attraverso la pagina. 

Il look and feel si intreccia all’identità grafica già progettata, la rispetta e l’interpreta mettendo in campo nuovi elementi perfettamente allineati allo stile comunicativo creato in precedenza.
Fai particolare attenzione alla visualizzazione che la tua pagina avrà da mobile, nascondi alcuni elementi, inserisci dei link ipertestuali e assicurati che la tua pagina sia responsive (si adatti graficamente a tutti i dispositivi).

Come avrai notato, modificare la struttura di una pagina non è banale! Con questo articolo ho voluto proporti una piccola panoramica degli elementi essenziali per la progettazione di una pagina, ma ci sono molti aspetti che ho affrontato solo superficialmente.

Se hai la necessità di modificare una pagina web, sarebbe meglio che ti rivolgessi a dei professionisti, ma se proprio non è possibile, fai buon uso di questi consigli e sfruttali come input per approfondire i singoli aspetti. 🙂

Ti lascio qui un’altro articolo che potrebbe interessarti:
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Scrivere le pagine Chi sono è una delle cose che più amo al mondo, mi piace racchiudere l’essenza identitaria di un brand fra parole intense e aromatiche, selezionarle con cura per umanizzarlo e far percepire tutta la passione della persona o delle persone che hanno dato vita al progetto. Per questo oggi ho deciso di svelarti alcuni dei miei segreti. Buona lettura!

Perché la pagina Chi sono è così importante?

Una buona pagina Chi sono è trasformativa, è quell’elemento capace di attraversare lo schermo, arrivare al cuore del lettore e differenziarti dai tanti siti vetrina presenti online. Se in questo momento questo spazio è riempito da un noioso curriculum, non ti stai mostrando più professionale, ma stai rinunciando a un’occasione.

Ci sono almeno 5 buone ragioni, infatti, per fare un lavoro più approfondito su questa pagina:

  1. La pagina Chi sono è una delle pagine più visitate di un sito web.
  2. Ti dà la possibilità di entrare in empatia con chi ti segue.
  3. Puoi sfruttare questa pagina per migliorare la reputazione del tuo brand parlando dei traguardi che hai già raggiunto.
  4. Puoi rendere il tuo brand più “personal”.
  5. Puoi esplicitare gli elementi della tua brand identity, raccontandone valori e visione.

Insomma, la tua pagina Chi sono ti dà l’opportunità di “brillare di luce propria”, e rappresenta la massima espressione della tua identità visiva e verbale (non penserai di creare i contenuti del tuo sito senza averne una, vero?).

Cosa non deve mai mancare.

La pagina Chi sono è lo spazio in cui sprigionare la tua identità e anche la tua creatività, ma cerca di non essere troppo autocelebrativo e autoreferenziale.
Il compromesso giusto per evitare di cantartela e suonartela da solo è dare libero sfogo a tutta la passione e l’entusiasmo che ti animano, al perché del tuo lavoro e alle ispirazioni e motivazioni profonde che ti guidano.
Alle persone piace essere coinvolte in piccole rivoluzioni quotidiane e, se condividono i tuoi valori, diventeranno specchio del tuo messaggio e lo rifletteranno attorno a loro.

Tuttavia, ci sono alcuni elementi che non dovrebbero mai mancare…

Esprimi la tua unicità con una frase.

Più facile a dirsi che a farsi!
In realtà la tua unicità non dev’essere per forza una caratteristica super innovativa, che hai solo tu e nessun altro, ma è un insieme di elementi che si combinano assieme, di cui il più importante è la tua personalità.

Il mio consiglio è di provare a pensare a questa unicità, come a una parola, un concetto o un mantra che sia anche metafora del tuo immaginario. Nel mio caso quest’immaginario è fatto di poliedricità, riverberi di luce, riflessi, specchi e magie scientifiche che si ricollegano all’idea racchiusa nell’immagine del caleidoscopio. E questo ci conduce al punto due.

Esplicita il tuo immaginario.

All’interno della pagina Chi sono, senza essere didascalico, puoi svelare il fil rouge che rende la tua comunicazione coesa, raccontando gli elementi che compongono la tua identità. In questo modo, chi coglierà questa chiave di lettura, giocherà a ritrovare i suoi echi i tutti i tuoi contenuti e si sentirà parte di un’esperienza, come un amico che condivide un segreto con te.

Racconta la tua storia.

Raccontarti è fondamentale per umanizzare il tuo brand, far emergere la tua personalità ed empatizzare con la tua audience, mostrandoti vulnerabile. Per approfondire meglio questo punto ti consiglio di leggere la mia guida Indelebile, che ho creato proprio per questo scopo.

(l’articolo continua sotto)

Inserisci recensioni ed elementi di brand elevation.

Sì, ho detto di non cantartela e suonartela da solo, ma questo non significa vergognarsi dei propri successi e traguardi. Dai spazio alle esperienze significative che hai vissuto in campo lavorativo e personale, e che possono essere utili a “elevare” il tuo brand, migliorarne la reputazione e offrire alle persone una buona ragione per sceglierti.

Inserisci quella recensione che ti ha fatto emozionare e ti ha incoraggiato a credere nel tuo lavoro, il viaggio che ti ha cambiato la vita, il premio che hai vinto, la citazione su un giornale, la pubblicazione di un libro.

Prolunga l’esperienza.

Puoi prolungare il viaggio delle persone sul tuo sito, lasciando socchiuse alcune porte. Inserendo pulsanti e call to action (l’ideale sarebbe una volta ogni sezione e mezza), in modo naturale, che permettano al lettore di aprire queste porte e scoprire di più, arrivando nelle stanze dedicate, per esempio, ai tuoi servizi.

Fai in modo che le persone possano restare in contatto con te.

“Di chi era quel sito che mi piaceva tanto? Non ricordo proprio il nome…”

Alle persone, una volta entrate in empatia con te, farà piacere mantenere i contatti, permetti loro di farlo! Puoi inserire un form di iscrizione alla tua newsletter, per entrare subito più in confidenza, o valutare di aggiungere una parte dedicata ai tuoi social media, in modo che la vostra conoscenza non si fermi lì, solo per semplice dimenticanza.

Bonus track. Elemento simpatia.

Se fa parte del tuo modo di essere e si accorda al tuo stile comunicativo, dedica una piccola sezione alle cose che ti piacciono, a quei piccoli dettagli che ti caratterizzano come persona. Sì, puoi dire che ami il gelato, che hai un micio rosso e che non usciresti mai di casa senza il tuo portafortuna. Cose apparentemente insignificanti, ma che sono in grado di strappare un sorriso e vederti come una persona in carne e ossa, con quelle piccole abitudini buffe che tutti abbiamo.

Ti lascio qui un altro articolo che potrebbe fare al caso tuo:
La chimica delle storie: 4 neurostramettitori da conoscere per raccontare la storia del tuo brand.

 

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