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Brand personality e archetipi di brand

Se non hai ancora letto l’articolo: “Cos’è la brand personality e come Giulia ha dato luce alla sua”, ti consiglio di cominciare da lì, dove ti parlo di altri due strumenti per trovare il tuo stile comunicativo. Qui, invece, approfondiremo insieme il tema dei brand archetypes o archetipi di brand.

Jung definisce gli archetipi come un’eredità psicologica inconscia. Modelli ricorrenti di pensiero e comportamento che ci aiutano a comprendere la realtà. Figure che fanno parte delle storie che raccontiamo da quando, per la prima volta, attorno a un fuoco, abbiamo sentito l’esigenza di comunicare dei messaggi e tramandarli; che si sono evolute con l’evolvere delle società mantenendo inalterati i loro tratti principali.

Nell’ambito del branding gli archetipi, assieme ad altre tecniche, ti aiutano a visualizzare la tua identità di brand dandole la forma e la concretezza di un personaggio, a differenziarti, a mettere a fuoco i tuoi messaggi per creare una connessione più autentica con chi ti segue. Puoi sceglierne fino a tre e dosarli in modo diverso per distillare la tua essenza comunicativa e individuare i tuoi elementi di unicità. O decidere di svegliarne uno sopito per incarnare, nella tua comunicazione o nel tuo business, una precisa caratteristica di cui senti di aver bisogno, in questo preciso momento.

 

I 12 archetipi

I brand archetypes sono 12 e si rifanno alla teoria di Jung, differenziandosi in base a 12 desideri/bisogni radicati nel nostro essere umani, che ti schematizzo brevemente qui sotto.

 

  • Liberazione > Il ribelle
  • Potere > Il mago
  • Comando > L’eroe
  • Intimità > L’amante
  • Godimento > Il giullare
  • Appartenenza > L’uomo comune
  • Servizio > Il care-giver
  • Controllo > Il sovrano
  • Innovazione > Il creatore
  • Protezione > L’innocente
  • Conoscenza > Il saggio
  • Libertà > L’esploratore

Gli archetipi si suddividono in 4 aree in base ai loro moventi.

Infografica brand archetypes

1. Ricerca di ordine e progettualità

Il sovrano, il care-giver e il creatore appartengono all’area della ricerca di ordine e progettualità.

Nel caso del sovrano questa ricerca di ordine si traduce nel tentativo di mantenere il suo status e lo status quo, come nel caso di brand di lusso che cercano di preservare il fascino senza tempo dei loro prodotti, elevandoli a oggetti iconici.

Il care-giver si occupa degli altri per vocazione, offrendo a persone, gruppi, animali in difficoltà, una struttura che possa aiutarli ad emanciparsi. In questo archetipo possono riconoscersi,  gli enti di volontariato, comunità di recupero o brand con un forte impegno sociale, che cercano di prendere in mano le redini, lì dove ci sono situazioni di scarsa tutela.

Per il creatore, invece, struttura equivale a progettualità. La sua ricerca di ordine è sia nel metodo che gli consente di innovare la sua realtà, sia nel modo in cui questa innovazione ha impatto su quella realtà, cambiandola e fornendo una nuova chiave interpretativa.

2. Ricerca di connessione con gli altri

L’amante, il giullare e l’uomo comune nel muoversi nella direzione dei loro desideri ricercano una connessione con gli altri.

L’amante trova questa connessione nel rapporto uno a uno con la persona amata, ricercando momenti di intimità e condivisione. Un brand “amante” può essere, per esempio, un brand che si occupa di organizzare eventi speciali o un fotografo che, nel ritrarre il suo soggetto, ha bisogno di creare sintonia e mettere a suo agio la persona che ha di fronte.

L’uomo comune crea facilmente connessioni paritarie con gli altri e ricerca l’appartenenza a un gruppo. A caratterizzarlo è una forte empatia e la sua capacità di mostrarsi senza filtri e mettersi in gioco in modo autentico. Comunicano come “l’uomo comune” i brand “della porta accanto”, che non fanno false promesse, né giri di parole e che hanno un’immagine poco editata.

Il giullare crea relazioni interpersonali basate sull’ironia e sul divertimento, portando sempre gioia e ilarità. Spesso ci si limita a vederlo come un “buffone”, ma il suo ruolo di collante e portatore di leggerezza è prezioso per qualsiasi gruppo. La comunicazione del giullare è irriverente e senza peli sulla lingua.

3. Desiderio di libertà e indipendenza

L’innocente, il saggio e l’esploratore tendono verso la libertà e indipendenza, spinti da motivazioni diverse.

L’innocente tende a fuggire dalla realtà per immaginare un mondo proprio, che lo faccia sentire al sicuro dalle responsabilità e dalle brutture del mondo reale. Nella comunicazione l’innocente usa lo storytelling per creare attorno a sé atmosfere sognanti e suggestive. 

Il saggio si mette costantemente in discussione, cercando libertà e indipendenza di pensiero, attraverso la formazione e l’apertura mentale. Si pone come un mentore e non come un guru, attirando attorno a sé persone che, come lui, vogliono raggiungere una maggiore consapevolezza di sé e del mondo.

L’esploratore brama una libertà ai limiti del rischio e del pericolo: la libertà di muoversi attraverso il mondo e fare esperienze originali senza porsi limiti. Comunica agli altri la sua vita appagante, ispirando le persone che lo seguono a vivere nuove emozionanti avventure.

4. Desiderio di lasciare il segno

L’obiettivo che guida il ribelle, il mago e l’eroe è quello di lasciare un segno.

Nel caso del ribelle, questa ricerca si concretizza in lotte sul campo per ribaltare un ordine precostituito. Il ribelle vuole “fare la storia”, ma non ambisce a veder riconosciuto il suo nome, perché il fine ultimo non è il suo ego, ma la trasformazione che vuole realizzare. Nella sua comunicazione, prende posizione senza paura, dividendo le folle. 

Il mago è un visionario capace di immaginare un futuro diverso. La potenza della sua visione lo guida ogni giorno a cambiare il suo presente per tendere al suo sogno. La sua forza d’animo e la sua perseveranza gli consentono di realizzare vere  “magie”. La sua comunicazione ispira gli altri, invitandoli a essere, come lui, visionari, perché il mago sa che solo agendo sul proprio “essere”, potrà plasmare la sua realtà e lasciare il segno. 

 L’eroe si imbarca in un percorso difficile di trasformazione che gli permette di mettersi alla prova, muoversi oltre la sua zona di comfort per maturare abilità e capacità fisiche e mentali. È questa sua perizia che gli permette di raggiungere posizioni di comando e lasciare un segno.
La sua comunicazione è vigorosa e chiara, incita gli altri a compiere il suo stesso viaggio, raccontandolo come un percorso difficile, ma capace di regalare soddisfazioni impagabili. 

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Con questo articolo do il via al nostro viaggio alla scoperta del branding archetipico, che ci porterà ad approfondire tutti i dodici archetipi, uno per uno per trovare quelli che più ti rappresentano.

Se hai trovato interessante questo articolo, mettiti subito alla prova con il test gratuito che ti propongo qui sotto 🙂

 

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