15 idee per una newsletter creativa.

15 idee per una newsletter creativa.

15 idee per una newsletter creativa

Se hai letto la mia pagina Chi sono, lo saprai già, sono una designer per formazione e mi piace ricondurre tutto a una struttura.

Diversamente da ciò che si pensa, infatti, le strutture non limitano la creatività, ma la amplificano, perché il pensiero creativo ha bisogno di guide e scintille per accedersi e creare soluzioni originali.

Avere un progetto velocizza i tempi di scrittura, perché ti aiuta a identificare subito il taglio con cui affronterai quel contenuto. E non solo, ti permette anche di usare la newsletter per farti identificare con semplicità ed essere più riconoscibile.

In questo articolo voglio darti 15 idee per creare una newsletter che ti sappia ispirare nella scrittura, che si faccia leggere con piacere e che rafforzi il tuo brand.

Le basi per una newsletter di successo.

Una newsletter di successo è l’espressione della tua identità online, parte dall’ascolto della tua community, ha degli ottimi oggetti e ha un obiettivo comunicativo specifico e diverso da quello che hai scelto per gli altri canali.

Potresti focalizzarti sulla costruzione di una forte reputazione, sulla relazione, sulla riconoscibilità o definirne uno più specifico, assieme a un professionista che si occupa di strategia.

In base al tuo obiettivo e al tuo business, puoi lasciarti ispirare dalle tipologie che ho selezionato per te.

 

Newsletter d’ispirazione

Una newsletter d’ispirazione raccoglie una serie di spunti da proporre per vivere la propria settimana in modo più connesso, può contenere rituali, citazioni, visualizzazioni, stimoli sonori e disegni. Perfetta anche per chi, alla scrittura, predilige altri linguaggi.

 

2 Rassegna del mese o della settimana

La newsletter in forma di rassegna è una delle più diffuse: è una raccolta degli appuntamenti, dei tuoi contenuti più rilevanti del mese o della settimana.

Proprio perché è molto diffusa, però, per differenziarti dovrai lavorare molto bene sulla qualità degli spunti proposti. È prediletta da chi non ama soffermarsi troppo a leggere e vuole essere sicuro di non perdersi tutte le tue comunicazioni più importanti.

 

Lesson learned e mindset

Questa tipologia di newsletter si presta molto bene alla forma narrativa ed è utile a risaldare il legame con chi ti segue, a rafforzare il tuo personal brand, ad anticipare le possibili obiezioni all’acquisto.

È anche molto semplice avere sempre nuove idee, perché prende spunto dal tuo vissuto e dalle lezioni che hai imparato lungo il cammino, per condurre la conversazione verso una tematica inerente al tuo “biz” e affine ai tuoi lettori.

 

Newsletter tematica

La newsletter tematica si concentra su un tema molto specifico, ma abbastanza ampio da poter essere portato avanti nel tempo. Per creare una newsletter tematica è necessario profilare bene chi ti segue e individuare un interesse comune che sia coerente con il tuo brand. L’esempio perfetto di newsletter tematica è “Il lunario” di Arianna Testi (Holistic Business Strategist): un appuntamento fisso con le stelle, che è sempre divertente leggere.

 

5 News di settore, release o aggiornamenti

Le newsletter di questo tipo sono molto specifiche e sintetiche, perfette per chi si occupa di innovazione a ogni livello e ha, quindi, la necessità di essere sempre al passo coi tempi. Offrono agli specialisti del settore le ultime novità imperdibili su: algoritmi, dati e tecnologia.

 

 6 Elenco di strumenti, software, libri

Sei un bookblogger o un nerd della tecnologia? Ti piace esplorare ogni volta nuovi strumenti e metodi per essere più creativo, per creare un make-up sensazionale o per la pianificazione e gestione del tempo?

Questa tipologia di newsletter è simile alla rassegna, ma in questo caso puoi rifarti a fonti esterne e magari approfittarne per fare affiliate marketing, prendendo una piccola percentuale sulle vendite prodotte attraverso i tuoi link.

 

 7 Club esclusivo

Hai presente le tessere fedeltà? Un club esclusivo funziona allo stesso modo, con premi per i clienti fedeli e per i fan più affezionati.

In questo caso, potresti giocare sul naming e sulle immagini per ricreare virtualmente un ambiente fisico di scambio e condivisione: un ascensore, un caffè, una sala d’attesa, una sala da tè, la sala del parrucchiere, in cui si chiacchiera delle ultime esclusive novità in modo leggero e informale, e ci si racconta aneddoti, storie, trucchi del mestiere.

Se sei un artigiano puoi suggerire attività originali ed esperienze che coinvolgano i tuoi prodotti o che raccontino il tuo immaginario.

 

 8 Dietro le quinte

La newsletter perfetta per un artigiano o per un artista. È un portale per entrare nel suo mondo di idee, ricerca di materiali e ispirazioni, setting, organizzazione del lavoro.

Il luogo in cui raccontare nuove idee a cui stai lavorando e concedere piccole anteprime, condividere le tue collaborazioni con altri artisti, professionisti, artigiani, chiedere un parere sulle tue scelte creative.

 

 9 Newsletter eserciziario

Se, nel tuo campo, la pratica è tutto, crea una newsletter che metta alla prova i tuoi iscritti con degli esercizi. Questa tipologia di newsletter è perfetta anche per chi ha un podcast o crea abitualmente contenuti video di approfondimento (es. dirette) che possono diventare il “la” per invitare chi ti segue a mettere in pratica ciò che proponi e, magari, per suggerire una consulenza personalizzata o una revisione.

 

 10 Newsletter con regalo

Una newsletter con regalo può essere creata “una tantum” o essere un appuntamento mensile, all’interno del quale inserire checklist e piccoli materiali utili.

Bombardare chi ti segue di materiali gratuiti, invece, non è mai una buona idea, è poco sostenibile sul lungo periodo, stordisce chi ti segue che è confuso dalla troppa offerta e svilisce la tua professionalità.

Il lato positivo di una newsletter regalo è che puoi sfruttarla per dare struttura al tuo lavoro e implementare nuove procedure che rendano più veloci le tue attività quotidiane. In che senso?

Per esempio, puoi creare delle checklist che ti permettano di dare forma e metodo alle competenze che hai interiorizzato, testarle su di te e proporle a chi ti segue.

 

11 Cambia formato

Con i giusti software, è un modo semplicissimo per riproporre in forme diverse i tuoi contenuti. Se il tuo target predilige la forma scritta, invia lo script o la trascrizione di un tuo video, di un’intervista o di un podcast; se preferisce l’audio, puoi inviare per mail una versione audio dei tuoi articoli, di un webinar o di un video Youtube.

 

 12 Newsletter “cartolina”

Se sei un nomade digitale o un travel blogger, un’idea molto carina è quella di usare la newsletter per dire a chi ti segue dove ti trovi in tempo reale.

Puoi strutturarla graficamente come una vera e propria cartolina o scegliere volutamente delle immagini “vere” che ti mostrino in quei luoghi.

 

 13 Casi studio

Parlare di casi studio accresce l’autorevolezza del tuo brand. Puoi farlo inserendo la storia di un tuo cliente entusiasta del percorso fatto assieme, usando un nome di fantasia o chiedendo a lui l’autorizzazione e magari inserendo, a corredo, la sua recensione.

Oppure puoi inserire la sintesi di un progetto, con il link sul tuo sito alla pagina di approfondimento.

 

 14 Newsletter dimostrativa

Una newsletter dimostrativa è perfetta, soprattutto se sei agli inizi e non hai un portfolio corposo di progetti da mostrare.

Come funziona? Sarai tu a darti delle sfide creative su dei progetti immaginari e, di volta in volta, ne condividerai il risultato, per poter dare un’idea a chi legge di quale sarebbe il tuo contributo professionale e qual è la trasformazione che puoi produrre.

 

15 Newsletter “mista”

In base alle tue esigenze comunicative, puoi creare anche una newsletter suddivisa in più sezioni, combinando alcune delle idee che ti ho proposto oggi.

Poliedrica, la newsletter di Caleidoscopy, nasce proprio così!

Ha una sezione dedicata al personal branding e alle lesson learned, una parte di rassegna e una parte con tre ispirazioni che raccontano le tre dimensioni del mio metodo: visiva, verbale e narrativa.

Suggerimento avanzato: puoi anche decidere di scorporare queste parti, alternando una rassegna o una mail di news, a una mail in cui hai la possibilità di aprirti e raccontare meglio chi sei e, magari, potresti mandare l’una e l’altra versione a due diversi sottogruppi del tuo target, suddivindendolo in base agli interessi.

 

Ti ho dato qualche idea?

Che ne dici allora di iscriverti alla mia fantastica newsletter e restare aggiornato sulle ultime novità in casa Caleidoscopy? Trovi il form d’iscrizione, nel box blu scuro qui sotto.

Naming: cos’è e come trovare un nome memorabile

Naming: cos’è e come trovare un nome memorabile

Come trovare un nome memorabile

 Per naming si intende “l’arte” di dare un nome a un progetto, che si tratti del nome di un’attività o del nome di un servizio o di una newsletter.

Oggi ti racconto il mio metodo per trovare un naming memorabile in grado di “andare oltre la punta della lingua” e farsi ricordare.

In alcuni casi potrai spaziare con la fantasia muovendoti all’interno della tua area semantica. In altri casi dovrai fare i conti con la capacità del tuo nome di posizionarsi sui motori di ricerca, con i domini liberi, con la semplicità nell’associare il tuo nome a un servizio.

Ci sono naming didascalici che spiegano e orientano, naming evocativi che fanno sognare, naming ironici e così via, a seconda del tuo stile di comunicazione, del tono di voce e della strategia.

E i naming perfetti? I naming perfetti semplicemente non esistono, perché un nome suggerisce, ma non può svelare tutto. Un nome può creare curiosità, ma soprattutto deve offrire una chiave di lettura per il tuo mondo.

Quando un naming deve fare i conti con la SEO?

Se il nome che stai cercando è relativo alla tua attività o a un progetto che deve posizionarsi su un motore di ricerca (Google, Youtube), dovrai fare i conti con la SEO e, nel primo caso, anche con la disponibilità del dominio.

Ho chiesto alla SEO Expert Rosaria Losco di Fedro Digital, quali sono le caratteristiche che un nome deve avere per essere “amico di Google” e comparire fra le prime pagine fra i risultati di ricerca.

“Quando si parla di SEO non si può non pensare alle keywords, inserirne una all’interno del naming è sicuramente un’ottima mossa. L’attenzione sta nel trovarne una che sappia rispecchiare il core business del brand e che abbia una certa specificità (es: “auto Roma” o “auto usate” sarà sicuramente più interessante della keyword generica “auto”).

Altro fattore importante è la lunghezza, fai in modo che il nome comprenda al massimo 3 parole (brevi!), keyword compresa. E poi evita i trattini e i caratteri inusuali, sono entrambi comportamenti “spammy” e, come tali, poco apprezzati da Google.

Infine, sii originale! Evita un nome che possa generare confusione con altri brand più noti. I motori di ricerca si accorgono facilmente che gli utenti non sono realmente interessati a te.”

Per verificare, invece, la disponibilità del tuo dominio, ti basta cercare su Google “domini liberi”, troverai così diversi risultati dove poter inserire il nome che ti piace, seguito dall’estensione .it o .com.

Anche qui, la scelta dell’estensione dipende dalle tue esigenze, .it è meglio posizionato sul mercato italiano, .com si adatta meglio a un sito multilingue. La scelta, in ogni caso, non è così vincolante e, negli ultimi tempi, si stanno diffondendo anche estensioni fantasiose (.food, .pizza, etc.).

 

È vero che se non lavori sulla SEO del tuo naming nessuno arriverà sul tuo sito web?

Non necessariamente, dipende dalla strategia che decidi di attuare per veicolare traffico verso il tuo sito web. Per esempio potresti puntare sul tuo blog, fare affidamento sui social media, partecipare a eventi pubblici, promuoverti in gruppi Facebook o, ancora, sponsorizzare i tuoi contenuti.

In alcuni casi, la scelta giusta è una scelta di compromesso che non vada a scapito della chiarezza, ma che rispetti le sfumature del tuo brand.

 

Quando ti serve un buon naming?

Spesso ci si limita a pensare in modo minuzioso e originale solo al nome del proprio dominio o brand, trascurando servizi, contenuti gratuiti (freebie), iniziative e newsletter.

In realtà lavorare sui nomi della tua offerta a pagamento e gratuita potrà rivelarsi una scelta vincente per migliorare la percezione di valore dei tuoi contenuti ed essere ricordato più facilmente.

Con un buon lavoro a monte di progettazione delle fondamenta del tuo brand, sarà più facile trovarne di originali e coerenti con il tuo stile di comunicazione.

Esempi? Se il tuo brand avesse un immaginario legato al vento, potresti individuare dei nomi per i tuoi servizi trovando le denominazioni di venti particolari o di antiche divinità legate al vento, o ancora di oggetti che simulano il vento o che lo sfruttano a loro vantaggio.

(Se vuoi approfondire il tema dell’immaginario, ti consiglio di leggere questo articolo in cui parlo di brand personality.)

Potresti anche giocare con il tono di voce, specialmente se questo si ispira a particolari sottoculture o periodi storici. È il caso del birrificio britannico Brew Dog, autore della celebre birra Punk Ipa.

 

Come trovare un naming memorabile?

 

Mappa concettuale, brainstorming e sinossi.

    La fase 1 di ricerca di un buon naming è quella del brainstorming.

    Quest’attività non è per tutti banale da realizzare, perché richiede l’allenamento a mettere da parte l’autocensura e scrivere su carta tutte le parole chiave che vengono in mente e che sono legate al progetto. In questa fase, puoi integrare la ricerca con le keyword SEO riferite al settore di riferimento della tua attività.

    Più il progetto è dettagliato, più è semplice, a partire dalla sua definizione e dalle parole chiave, tradurlo in un nome che resti impresso. Di qualunque progetto si tratti, ti invito, infatti, a provare a descrivere le sue finalità in 5 righe, come se fosse una piccola sinossi, in cui vuoi convincere qualcuno a scegliere quel progetto.

    Questo semplice processo ti sarà utilissimo per mettere a fuoco i suoi aspetti di unicità. Il nome infatti potrebbe essere una metafora di quello che vuoi realizzare con il tuo progetto.
    Come nel caso della challenge Fotosintesi che ho realizzato con la fotografa Melissa Cecchini, durante la quale abbiamo invitato i partecipati a individuare il loro stile, ricercando i loro genitori artistici e realizzando una “sintesi” originale.

     

    Amplia la mappa facendo ricerca.

    A questo punto, se non hai già trovato il nome giusto, amplia la mappa cercando una serie di termini connessi, (anche i più inusuali).

    Potrà esserti utile partire dalle definizioni o magari utilizzare un dizionario etimologico per scendere nelle sfumature della materia e padroneggiarla a pieno.

    Può essere rivelatorio anche lavorare sulle tue caratteristiche o su quelle della persona o della realtà per cui stai progettando. Ci sono tanti esempi di naming tratti da canzoni, espressioni particolari, cibi preferiti, abitudini originali. Insomma, spazio all’immaginazione!

     

    Combina parole e lettere.

    Dopo aver fatto ricerca, prova a lavorare sulle combinazioni, a cambiare una lettera o un gruppo di lettere e a mixare sillabe e parole. Lavorare sulle combinazioni è il metodo più efficace per trovare nomi nuovi e originali.

    Potresti partire dal contesto di riferimento e cercare le parole che contengono le sillabe della tua parola chiave (come nel caso di Caleidoscopy) o parole con suoni simili o assonanti. Puoi giocare anche con parole inglesi, se sono coerenti con il tuo stile e adatte al tuo pubblico.
    La scelta, invece, è d’obbligo se vuoi posizionarti su un mercato internazionale.

    Questa parte del lavoro può sembrare noiosa e impegnativa, ma è quella che ti darà le più grandi soddisfazioni.

    E se ancora non avrai trovato il naming giusto per te, lascia decantare le idee, distraiti e vedrai che il nome giusto arriverà quando meno te lo aspetti, proprio come il vero amore.

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    Come scrivere i testi per la pagina Chi sono.

    Come scrivere i testi per la pagina Chi sono.

    ome scrivere i testi per la pagina chi sono

    Scrivere le pagine Chi sono è una delle cose che più amo al mondo, mi piace racchiudere l’essenza identitaria di un brand fra parole intense e aromatiche, selezionarle con cura per umanizzarlo e far percepire tutta la passione della persona o delle persone che hanno dato vita al progetto. Per questo oggi ho deciso di svelarti alcuni dei miei segreti. Buona lettura!

    Perché la pagina Chi sono è così importante?

    Una buona pagina Chi sono è trasformativa, è quell’elemento capace di attraversare lo schermo, arrivare al cuore del lettore e differenziarti dai tanti siti vetrina presenti online. Se in questo momento questo spazio è riempito da un noioso curriculum, non ti stai mostrando più professionale, ma stai rinunciando a un’occasione.

    Ci sono almeno 5 buone ragioni, infatti, per fare un lavoro più approfondito su questa pagina:

    1. La pagina Chi sono è una delle pagine più visitate di un sito web.
    2. Ti dà la possibilità di entrare in empatia con chi ti segue.
    3. Puoi sfruttare questa pagina per migliorare la reputazione del tuo brand parlando dei traguardi che hai già raggiunto.
    4. Puoi rendere il tuo brand più “personal”.
    5. Puoi esplicitare gli elementi della tua brand identity, raccontandone valori e visione.

    Insomma, la tua pagina Chi sono ti dà l’opportunità di “brillare di luce propria”, e rappresenta la massima espressione della tua identità visiva e verbale (non penserai di creare i contenuti del tuo sito senza averne una, vero?).

    Cosa non deve mai mancare.

    La pagina Chi sono è lo spazio in cui sprigionare la tua identità e anche la tua creatività, ma cerca di non essere troppo autocelebrativo e autoreferenziale.
    Il compromesso giusto per evitare di cantartela e suonartela da solo è dare libero sfogo a tutta la passione e l’entusiasmo che ti animano, al perché del tuo lavoro e alle ispirazioni e motivazioni profonde che ti guidano.
    Alle persone piace essere coinvolte in piccole rivoluzioni quotidiane e, se condividono i tuoi valori, diventeranno specchio del tuo messaggio e lo rifletteranno attorno a loro.

    Tuttavia, ci sono alcuni elementi che non dovrebbero mai mancare…

    Esprimi la tua unicità con una frase.

    Più facile a dirsi che a farsi!
    In realtà la tua unicità non dev’essere per forza una caratteristica super innovativa, che hai solo tu e nessun altro, ma è un insieme di elementi che si combinano assieme, di cui il più importante è la tua personalità.

    Il mio consiglio è di provare a pensare a questa unicità, come a una parola, un concetto o un mantra che sia anche metafora del tuo immaginario. Nel mio caso quest’immaginario è fatto di poliedricità, riverberi di luce, riflessi, specchi e magie scientifiche che si ricollegano all’idea racchiusa nell’immagine del caleidoscopio. E questo ci conduce al punto due.

    Esplicita il tuo immaginario.

    All’interno della pagina Chi sono, senza essere didascalico, puoi svelare il fil rouge che rende la tua comunicazione coesa, raccontando gli elementi che compongono la tua identità. In questo modo, chi coglierà questa chiave di lettura, giocherà a ritrovare i suoi echi i tutti i tuoi contenuti e si sentirà parte di un’esperienza, come un amico che condivide un segreto con te.

    Racconta la tua storia.

    Raccontarti è fondamentale per umanizzare il tuo brand, far emergere la tua personalità ed empatizzare con la tua audience, mostrandoti vulnerabile. Per approfondire meglio questo punto ti consiglio di leggere la mia guida Indelebile, che ho creato proprio per questo scopo.

    (l’articolo continua sotto)

    Inserisci recensioni ed elementi di brand elevation.

    Sì, ho detto di non cantartela e suonartela da solo, ma questo non significa vergognarsi dei propri successi e traguardi. Dai spazio alle esperienze significative che hai vissuto in campo lavorativo e personale, e che possono essere utili a “elevare” il tuo brand, migliorarne la reputazione e offrire alle persone una buona ragione per sceglierti.

    Inserisci quella recensione che ti ha fatto emozionare e ti ha incoraggiato a credere nel tuo lavoro, il viaggio che ti ha cambiato la vita, il premio che hai vinto, la citazione su un giornale, la pubblicazione di un libro.

     

    Prolunga l’esperienza.

    Puoi prolungare il viaggio delle persone sul tuo sito, lasciando socchiuse alcune porte. Inserendo pulsanti e call to action (l’ideale sarebbe una volta ogni sezione e mezza), in modo naturale, che permettano al lettore di aprire queste porte e scoprire di più, arrivando nelle stanze dedicate, per esempio, ai tuoi servizi.

     

    Fai in modo che le persone possano restare in contatto con te.

    “Di chi era quel sito che mi piaceva tanto? Non ricordo proprio il nome…”

    Alle persone, una volta entrate in empatia con te, farà piacere mantenere i contatti, permetti loro di farlo! Puoi inserire un form di iscrizione alla tua newsletter, per entrare subito più in confidenza, o valutare di aggiungere una parte dedicata ai tuoi social media, in modo che la vostra conoscenza non si fermi lì, solo per semplice dimenticanza.

    Bonus track. Elemento simpatia.

    Se fa parte del tuo modo di essere e si accorda al tuo stile comunicativo, dedica una piccola sezione alle cose che ti piacciono, a quei piccoli dettagli che ti caratterizzano come persona. Sì, puoi dire che ami il gelato, che hai un micio rosso e che non usciresti mai di casa senza il tuo portafortuna. Cose apparentemente insignificanti, ma che sono in grado di strappare un sorriso e vederti come una persona in carne e ossa, con quelle piccole abitudini buffe che tutti abbiamo.

    Ti lascio qui due articoli che potrebbero fare al caso tuo:
    La chimica delle storie: 4 neurostramettitori da conoscere per raccontare la storia del tuo brand.

    Esempi di brand storytelling: 5 strutture narrative per raccontare le tue storie di brand.

     

     

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