Come creare una capsule collection: consigli per artigiani e slow brand

Come creare una capsule collection: consigli per artigiani e slow brand

Come creare una capsule collection

Hai un piccolo brand artigianale? Fai uscire i nuovi pezzi senza molta logica o hai sempre progettato grandi collezioni? Oggi voglio darti qualche spunto per rendere più sostenibile la tua attività, attraverso la progettazione di piccoli lanci.

Cos’è una capsule collection e perché non è un guardaroba capsula.

La capsule collection è una curata selezione di capi o di prodotti che non segue le stagionalità classiche e che si presenta in formato ridotto rispetto a una collezione tradizionale. Da non scambiare con il guardaroba capsula che indica, invece, una selezione di capi del proprio armadio costruita per avere un guardaroba ridotto, ma versatile.

È della prima che ti voglio parlare oggi, focalizzandomi sul concept, ossia su come strutturare un’idea originale, combinare i tuoi pezzi e comunicare, attraverso la tua collezione, la tua unicità.
La logica di una capsule collection, infatti, è molto simile a quella che sostiene la progettazione di un brand, ma su scala ridotta.

Se il termine “capsula” richiama i viaggi nel tempo o le capsule spaziali, anche la tua capsule avrà lo stesso scopo: sarà la porta per raccontare un pezzo del tuo business e del tuo mondo.

 

Come creare una capsule collection.

Il lavoro freelance ha un andamento altalenante, ma puoi avere più controllo sui risultati e porti obiettivi realistici, scegliendo di utilizzare la logica dei lanci. Non più pezzi aggiunti, senza una ratio, sul tuo e-shop, ma piccole caspule collection, composte da un numero limitato di prodotti, da annunciare con dei contenuti di anticipazione (teasing) al fine di creare aspettativa e consapevolezza (awareness) sul tuo brand.


Fai una ricerca di mercato.

Le capsule collection ti permettono di rendere più sostenibile il tuo business, evitando di svalutare i tuoi prodotti “buttandoli fuori a caso” e allo stesso tempo diminuendo il rischio che correresti puntando tutto su grandi collezioni. Ti permettono di posizionarti, lanciare un messaggio preciso, dire chi sei, quale stile proponi e a chi ti rivolgi.

Ecco perché sarebbe bene che la tua capsule collection fosse frutto di una ricerca di mercato che ti possa aiutare a focalizzarti sulle tendenze, sulle preferenze e sulle abitudini di consumo di chi ti sceglie.


Disegna una mappa.

Se hai già avuto diversi clienti, forse hai già individuato delle caratteristiche ricorrenti; prova a immaginare la tua persona tipo e le sue scelte nel corso dell’anno, in concomitanza con festività, ricorrenze, stagionalità e disegna una mappa.

La tua mappa sarà quella che nel campo dello User Experience (UX) design si chiama experience journey map, ossia una mappa che racconta i momenti di interazione fra il tuo cliente ideale e il tuo prodotto e mostra come evolve questa relazione nel corso dell’anno.

Se, per esempio, ti rivolgi alle mamme con figli a carico, sai già che, nel corso dell’anno dovranno far fronte alle spese per i libri scolastici o, se ti rivolgi a piccoli business, che giugno è il momento in cui si pagano tasse e anticipi, e così via… Pensa anche alle stagioni e agli stati d’animo, alla voglia di uscire in primavera e di leggerezza estiva. O, ancora, se ti rivolgi a persone con una precisa collocazione spaziale, valuta le abitudini locali.

Tieni a mente questa mappa per distribuire le tue collezioni temporalmente e selezionare i tuoi capi o prodotti. Cerca di mantenere però, una certa flessibilità. Se, per esempio, fenomeni culturali o avvenimenti (es. una pandemia) inattesi influiscono sulla tua mappa, modificala e ricalibra la tua comunicazione.

Scomponi e decodifica le tue ispirazioni.

Se sei abituato a lavorare in modo intuitivo, lanciando pezzi in ordine sparso, le capsule possono essere molto utili per diventare più consapevole di chi sei e delle tue ispirazioni e per proporti in modo coerente. Questo lavoro a monte, però, sarà assolutamente necessario e, se non hai mai lavorato sulle radici del tuo brand, parti da lì.

Cosa intendo?
Ne ho parlato qui: Visione di business: la scintilla della tua cultura aziendale
E anche qui: Cos’è la brand personality

Fatto? Una volta riprese le redini della tua comunicazione, potrai progettare la tua capsule o la tua serie di capsule, che, supportate da una strategia di marketing, ti permetteranno di lanciare messaggi e raggiungere precisi obiettivi economici.


Diventa progettista.

A questo punto però, dovrai fare tua la logica del progettista, passando alla realizzazione dei pezzi solo dopo aver pensato alle idee per le tue mini-collezioni. In questo modo, per esempio, potrai assicurarti che le stampe che scegli per i tuoi tessuti non siano scelte solo perché “ti piacciono”, ma per rispondere a un tema definito a monte. Creerai, così, una rete di rimandi narrativi, sostenuti dal nome e dalla descrizione della tua collezione che saranno le chiavi di lettura delle tue scelte e ispirazioni.

Non è più bello vestire una storia che un capo? O magari berla in una tazza da tè?

Fai ingegneria inversa.

Se questo modus operandi non ti appartiene e hai sempre lavorato in modo più intuitivo raggiungendo comunque buoni risultati, potresti fare “ingegneria inversa”, tenendo un diario in cui prendi nota dell’origine delle tue ispirazioni.

Noterai che, anche quando ti sembra di “scegliere a caso” sei guidato da leitmotiv e pensieri ricorrenti. Ti basterà esplicitarli per iniziare a buttare giù qualche idea, diventare più consapevole delle tue scelte artistiche e mettere da parte ciò che non è più coerente.

Esempi di capsule collection: seleziona il tuo messaggio.

capsule collection

Ora che sai come e perché le capsule collection possono aiutarti nella tua promozione e nella tua attività, arriviamo al dunque: quali obiettivi puoi associare al lancio di una capsule? Eccone alcuni:

 

Comunica il tuo immaginario e differenziati.

La ragione principale per la quale si sceglie un prodotto non è nei vantaggi pragmatici, ma nei valori, nelle storie, nelle emozioni di cui è vestito. Sfrutta la tua capsule per raccontare una storia, così ha fatto Anna Elardo con Otra Vez, lanciando Fabula, descritta con queste parole.

“Una capsule nata per sogno, per rappresentare la fiaba della giovinezza e della spensieratezza, del desiderio di libertà e di convivialità. Un pic nic all’aria aperta significa sole, prati verdi, amici che condividono la semplicità dei piccoli momenti. Quelli indimenticabili.

Come una farfalla che ti si posa sulla spalla, o il profumo di una fragola.

Non c’è minaccia in questo bosco che si veste di morbida seta e fluida viscosa: tessuti impalpabili che raccontano il tuo “C’era una volta”, in un connubio perfetto tra romanticismo e audacia. Scegli “Fabula” per le tue occasioni più speciali!”

Fai spazio alle linee secondarie!

Se nel tuo studio del cliente ideale, ti sei accorto che, oltre al prodotto che offri, ci potrebbe essere lo spazio per qualcosa di diverso e complementare, proponilo in una piccola capsule collection e testa l’interesse attorno a quel prodotto.

È il caso della linea Wax Melt di Hyggekrog, brand di candele, d’ispirazione hygge, creato da Jennifer, che ha proposto anche una piccola collezione “di pezzetti di cera profumata da sciogliere nel brucia essenze”, proposti assieme a dei brucia-essenze in ceramica.

 
Comunica la tua visione.

Una capsule può nascere per raccontare il “perché” del tuo brand, condensandolo in pochi pezzi essenziali e significativi. Una capsule di questo tipo è ideale per cominciare a raccontarti, se non l’hai mai fatto, per far conoscere gli elementi differenzianti del tuo brand o per comunicare i tuoi valori.

È il caso del Progetto Quid e della collezione ReBlossom, così descritta:

 “La collezione Progetto Quid PE21 ReBlossom sboccia rivelando un invito: a rifiorire, ancora, sempre e comunque, in un continuo rinnovamento. Una speranza che si veste di una forma inedita, diventando ripartenza e occasione per continuare a far gemmare bellezza: come quella dei capi Progetto Quid, nati da tessuti di recupero di grandi aziende di moda Made in Italy, creati da chi ha saputo reinventare la propria storia.”

Comunica i materiali, le tue scelte, le sensazioni.

Un’altra opzione è quella di creare le tue piccole collezioni variando i materiali e mettendoli al centro della comunicazione assieme alle sensazioni e ai ricordi che risvegliano.

Un caso studio molto interessante, se si parla di concept mono-materici, è la capsule Linen e Soul di Nivule + Pesci Rossi.

“Con questi capi vogliamo farvi indossare l’estate.
Vogliamo che le loro forme morbide creino piccole correnti d’aria sulla vostra pelle, come fanno i vicoli di una cittadina di mare. Vogliamo donarvi la freschezza leggera di un abito ampio, la magia di sceglierlo per una domenica in campagna, a chiacchierare con gli amici di sempre sotto le fronde di alberi altissimi. L’estate è un sentimento, in fondo. E per noi ha la leggerezza profumata del lino.”

Collabora per ampliare il tuo pubblico.

Unire le forze con un’altra realtà artigiana o con un creator, può aiutarti a far viaggiare lontano la tua comunicazione e raggiungere nuove persone in target, ampliando la tua audience.

In questo caso la capsule sarà la sintesi di visioni e filosofie differenti e, proprio per questo, sarà interessante, per chi ti segue scoprirti in una veste differente.

È il caso della collaborazione della content creator Serena, A Tale in color con Fattyfatty, una capsule collection dal sapore vintage, creata per vestire donne curvy ed esaltarne la bellezza.

 

15 idee per una newsletter creativa.

15 idee per una newsletter creativa.

15 idee per una newsletter creativa

Se hai letto la mia pagina Chi sono, lo saprai già, sono una designer per formazione e mi piace ricondurre tutto a una struttura.

Diversamente da ciò che si pensa, infatti, le strutture non limitano la creatività, ma la amplificano, perché il pensiero creativo ha bisogno di guide e scintille per accedersi e creare soluzioni originali.

Avere un progetto velocizza i tempi di scrittura, perché ti aiuta a identificare subito il taglio con cui affronterai quel contenuto. E non solo, ti permette anche di usare la newsletter per farti identificare con semplicità ed essere più riconoscibile.

In questo articolo voglio darti 15 idee per creare una newsletter che ti sappia ispirare nella scrittura, che si faccia leggere con piacere e che rafforzi il tuo brand.

Le basi per una newsletter di successo.

Una newsletter di successo è l’espressione della tua identità online, parte dall’ascolto della tua community, ha degli ottimi oggetti e ha un obiettivo comunicativo specifico e diverso da quello che hai scelto per gli altri canali.

Potresti focalizzarti sulla costruzione di una forte reputazione, sulla relazione, sulla riconoscibilità o definirne uno più specifico, assieme a un professionista che si occupa di strategia.

In base al tuo obiettivo e al tuo business, puoi lasciarti ispirare dalle tipologie che ho selezionato per te.

 

Newsletter d’ispirazione

Una newsletter d’ispirazione raccoglie una serie di spunti da proporre per vivere la propria settimana in modo più connesso, può contenere rituali, citazioni, visualizzazioni, stimoli sonori e disegni. Perfetta anche per chi, alla scrittura, predilige altri linguaggi.

 

2 Rassegna del mese o della settimana

La newsletter in forma di rassegna è una delle più diffuse: è una raccolta degli appuntamenti, dei tuoi contenuti più rilevanti del mese o della settimana.

Proprio perché è molto diffusa, però, per differenziarti dovrai lavorare molto bene sulla qualità degli spunti proposti. È prediletta da chi non ama soffermarsi troppo a leggere e vuole essere sicuro di non perdersi tutte le tue comunicazioni più importanti.

 

Lesson learned e mindset

Questa tipologia di newsletter si presta molto bene alla forma narrativa ed è utile a risaldare il legame con chi ti segue, a rafforzare il tuo personal brand, ad anticipare le possibili obiezioni all’acquisto.

È anche molto semplice avere sempre nuove idee, perché prende spunto dal tuo vissuto e dalle lezioni che hai imparato lungo il cammino, per condurre la conversazione verso una tematica inerente al tuo “biz” e affine ai tuoi lettori.

 

Newsletter tematica

La newsletter tematica si concentra su un tema molto specifico, ma abbastanza ampio da poter essere portato avanti nel tempo. Per creare una newsletter tematica è necessario profilare bene chi ti segue e individuare un interesse comune che sia coerente con il tuo brand. L’esempio perfetto di newsletter tematica è “Il lunario” di Arianna Testi (Holistic Business Strategist): un appuntamento fisso con le stelle, che è sempre divertente leggere.

 

5 News di settore, release o aggiornamenti

Le newsletter di questo tipo sono molto specifiche e sintetiche, perfette per chi si occupa di innovazione a ogni livello e ha, quindi, la necessità di essere sempre al passo coi tempi. Offrono agli specialisti del settore le ultime novità imperdibili su: algoritmi, dati e tecnologia.

 

 6 Elenco di strumenti, software, libri

Sei un bookblogger o un nerd della tecnologia? Ti piace esplorare ogni volta nuovi strumenti e metodi per essere più creativo, per creare un make-up sensazionale o per la pianificazione e gestione del tempo?

Questa tipologia di newsletter è simile alla rassegna, ma in questo caso puoi rifarti a fonti esterne e magari approfittarne per fare affiliate marketing, prendendo una piccola percentuale sulle vendite prodotte attraverso i tuoi link.

 

 7 Club esclusivo

Hai presente le tessere fedeltà? Un club esclusivo funziona allo stesso modo, con premi per i clienti fedeli e per i fan più affezionati.

In questo caso, potresti giocare sul naming e sulle immagini per ricreare virtualmente un ambiente fisico di scambio e condivisione: un ascensore, un caffè, una sala d’attesa, una sala da tè, la sala del parrucchiere, in cui si chiacchiera delle ultime esclusive novità in modo leggero e informale, e ci si racconta aneddoti, storie, trucchi del mestiere.

Se sei un artigiano puoi suggerire attività originali ed esperienze che coinvolgano i tuoi prodotti o che raccontino il tuo immaginario.

 

 8 Dietro le quinte

La newsletter perfetta per un artigiano o per un artista. È un portale per entrare nel suo mondo di idee, ricerca di materiali e ispirazioni, setting, organizzazione del lavoro.

Il luogo in cui raccontare nuove idee a cui stai lavorando e concedere piccole anteprime, condividere le tue collaborazioni con altri artisti, professionisti, artigiani, chiedere un parere sulle tue scelte creative.

 

 9 Newsletter eserciziario

Se, nel tuo campo, la pratica è tutto, crea una newsletter che metta alla prova i tuoi iscritti con degli esercizi. Questa tipologia di newsletter è perfetta anche per chi ha un podcast o crea abitualmente contenuti video di approfondimento (es. dirette) che possono diventare il “la” per invitare chi ti segue a mettere in pratica ciò che proponi e, magari, per suggerire una consulenza personalizzata o una revisione.

 

 10 Newsletter con regalo

Una newsletter con regalo può essere creata “una tantum” o essere un appuntamento mensile, all’interno del quale inserire checklist e piccoli materiali utili.

Bombardare chi ti segue di materiali gratuiti, invece, non è mai una buona idea, è poco sostenibile sul lungo periodo, stordisce chi ti segue che è confuso dalla troppa offerta e svilisce la tua professionalità.

Il lato positivo di una newsletter regalo è che puoi sfruttarla per dare struttura al tuo lavoro e implementare nuove procedure che rendano più veloci le tue attività quotidiane. In che senso?

Per esempio, puoi creare delle checklist che ti permettano di dare forma e metodo alle competenze che hai interiorizzato, testarle su di te e proporle a chi ti segue.

 

11 Cambia formato

Con i giusti software, è un modo semplicissimo per riproporre in forme diverse i tuoi contenuti. Se il tuo target predilige la forma scritta, invia lo script o la trascrizione di un tuo video, di un’intervista o di un podcast; se preferisce l’audio, puoi inviare per mail una versione audio dei tuoi articoli, di un webinar o di un video Youtube.

 

 12 Newsletter “cartolina”

Se sei un nomade digitale o un travel blogger, un’idea molto carina è quella di usare la newsletter per dire a chi ti segue dove ti trovi in tempo reale.

Puoi strutturarla graficamente come una vera e propria cartolina o scegliere volutamente delle immagini “vere” che ti mostrino in quei luoghi.

 

 13 Casi studio

Parlare di casi studio accresce l’autorevolezza del tuo brand. Puoi farlo inserendo la storia di un tuo cliente entusiasta del percorso fatto assieme, usando un nome di fantasia o chiedendo a lui l’autorizzazione e magari inserendo, a corredo, la sua recensione.

Oppure puoi inserire la sintesi di un progetto, con il link sul tuo sito alla pagina di approfondimento.

 

 14 Newsletter dimostrativa

Una newsletter dimostrativa è perfetta, soprattutto se sei agli inizi e non hai un portfolio corposo di progetti da mostrare.

Come funziona? Sarai tu a darti delle sfide creative su dei progetti immaginari e, di volta in volta, ne condividerai il risultato, per poter dare un’idea a chi legge di quale sarebbe il tuo contributo professionale e qual è la trasformazione che puoi produrre.

 

15 Newsletter “mista”

In base alle tue esigenze comunicative, puoi creare anche una newsletter suddivisa in più sezioni, combinando alcune delle idee che ti ho proposto oggi.

Poliedrica, la newsletter di Caleidoscopy, nasce proprio così!

Ha una sezione dedicata al personal branding e alle lesson learned, una parte di rassegna e una parte con tre ispirazioni che raccontano le tre dimensioni del mio metodo: visiva, verbale e narrativa.

Suggerimento avanzato: puoi anche decidere di scorporare queste parti, alternando una rassegna o una mail di news, a una mail in cui hai la possibilità di aprirti e raccontare meglio chi sei e, magari, potresti mandare l’una e l’altra versione a due diversi sottogruppi del tuo target, suddivindendolo in base agli interessi.

 

Ti ho dato qualche idea?

Che ne dici allora di iscriverti alla mia fantastica newsletter e restare aggiornato sulle ultime novità in casa Caleidoscopy? Trovi il form d’iscrizione, nel box blu scuro qui sotto.

Visione di business: la scintilla della tua cultura aziendale.

Visione di business: la scintilla della tua cultura aziendale.

Visione di business: la scintilla della tua cultura aziendale

Hai aperto da poco la tua P.iva e pensare come una grande azienda ti sembra prematuro?

La visione di business non è qualcosa di superfluo da rimandare a domani, ma un tassello fondamentale che ti aiuterà a non perdere la rotta, a prendere decisioni coerenti e a trasmettere agli altri la tua autenticità.

Delineare la tua visione significa assumerti la responsabilità di sognare in grande e progettare in modo realistico, coltivare un tuo pensiero indipendente sul futuro che vorresti contribuire a creare. Significa anche essere abbastanza audace da costruire una strada che sia solo tua, lottare contro il “si è sempre fatto così”, capire cosa vuol dire per te essere realizzato e mettere le basi per un’organizzazione del tempo e della vita su misura.

Se a un primo sguardo il concetto di visione può sembrare poco concreto, con questo articolo voglio farti riflettere sull’importanza dei sogni e delle riflessioni profonde nel business.
Scoprirai cos’è la visione, con esempi tratti dalla realtà, e in cosa consiste il modello Be-Do-Have che mi ha cambiato la vita.

 

Cos’è la visione di business?

 La visione di business è ciò che distingue un freelance da un imprenditore, è il sogno grande, gradissimo che coltiverai giorno dopo giorno attraverso il tuo lavoro.

Per intenderci, la tua visione di business, in senso stretto, è il tuo perché, è quell’idea, esprimibile attraverso una frase, che dà un senso più profondo al tuo lavoro. La visione supera il concetto di profitto e di performance e veste la tua comunicazione di valori universali in cui i tuoi clienti si possano riflettere.

Un domani, quando deciderai di delegare alcuni aspetti della tua attività, la tua visione sarà la base valoriale in base alla quale scegliere i tuoi collaboratori, per creare un team coeso e unito da un obiettivo comune: la scintilla della tua cultura aziendale.

4 vision a cui ispirarti
4 vision a cui ispirarti

Il modello che mi ha cambiato la vita

Qualche anno fa mi sono imbattuta per la prima volta nel modello Be-Do-Have. Vivevo in un monolocale di 15 metri quadri con il mio ragazzo e ammiravo da lontano content creator, imprenditori e nomadi digitali.

La cosa che pensavo più spesso era: “Io questa cosa non la posso fare perché non ho spazio. Quando avrò più spazio allora potrò…” È innegabile che la situazione fosse limitante, ma i miei pensieri lo erano ancora di più.

È opinione comune credere che “l’avere” sia il punto di partenza per realizzare qualunque cosa e, forse, credi anche tu che senza lo spazio, l’attrezzatura, le risorse sia impossibile essere chi vorresti.

Questo modello di pensiero, però, ti porta a concentrarti su quello che non hai e vivere in una costante sensazione di scarsità, invece che porre l’attenzione su quello che puoi già fare con i mezzi a tua disposizione.

Il modello Be-Do-Have, teorizzato da Stephen Covey nel suo libro The 7 Habits of Highly Effective People, ti invita a cambiare prospettiva, a spostare il focus sull’essere e coltivare una mentalità imprenditoriale.

Quello che ti serve, infatti, non si materializzerà per magia o per fortuna, ma, grazie a una visione solida che ti permetterà di darti piccoli obiettivi per trasformare una realtà limitante in un’opportunità

 

Stabilisci la tua rotta.

Ora immagina la tua visione come il nord di una bussola, che ti permette di muoverti in una direzione precisa, nonostante tutti gli ostacoli sul tuo cammino.

Se non sai qual è la direzione, come puoi progettare i prossimi passi? Avere una bussola ti permette di non perderti e di fare investimenti mirati in tempo, denaro e formazione, evitando d’indirizzare energie nella direzione sbagliata.

Sintonizzarti con essa ti dà la motivazione per continuare, le radici solide che ti guideranno attraverso scelte autentiche e coerenti, capaci d’ispirare gli altri e coinvolgerli.

Nel concreto la visione, come afferma la mia amica Giulia (Job & Life Coach), ti permette di “definire i tuoi progetti in maniera realistica, ma grande.”

In senso allargato, infatti, la visione non è solo il sogno, ma anche la consapevolezza necessaria per dar forma a un progetto, fatto di: valori, clienti ideali, emozioni, promesse, parole, stile comunicativo e immaginari.

Di tutti quegli elementi immateriali, essenziali per distinguerti dai tuoi competitor e gettare le fondamenta del tuo brand.

Ti ho incuriosito? Guarda la diretta che ho tenuto con Giulia sul tema della visione!

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Brand personality: 12 archetipi per trovare il tuo stile comunicativo.

 

test gratuito brand archetypes

mockup by freepik created by rezaazmy 

La struttura di una pagina web: come modificare il contenuto, senza fare disastri.

La struttura di una pagina web: come modificare il contenuto, senza fare disastri.

la struttura di una pagina web

La struttura di una pagina web nasce dall’intrecciarsi di molteplici competenze, ecco perché oggi voglio darti alcuni consigli per modificarne i contenuti, rispettando la sua armonia.
Nel design, infatti, la bellezza si raggiunge quando forma e funzione raggiungono un perfetto equilibrio. Ecco perché il designer, a differenza di un’artista, è un progettista e non un creatore.
La magia del design non è quella di far nascere le cose dal nulla, ma di costruirle sulla base dei bisogni delle persone.

“Il cattivo design è fumo, il buon design è uno specchio.”

Juan Carlo Fernandez

All’interno di una pagina web ciò avviene a diversi livelli, perché non solo il contenuto nasce per informare, empatizzare o risolvere un problema, ma anche l’interfaccia risponde alle abitudini di navigazione delle persone, assecondandole.

 

I 3 elementi di una pagina web

Una pagina si compone di tre elementi che devi conoscere per poterla modificare senza inficiarne la funzionalità e la bellezza: lo scheletro, il contenuto e il look and feel.

 

La scheletro o wireframe

Lo scheletro della pagina nasce per rispondere a un obiettivo specifico e si divide in sezioni che, in linea di massima, occupano la grandezza della schermata di un computer, con qualche eccezione (il footer, piccole fasce dedicate, per esempio, all’iscrizione a una newsletter, gallery estese, etc).

Il disegno della struttura di un sito prende il nome tecnico di wireframe.

Wireframe

Lavorare prima sulla struttura è necessario per gestire nel modo corretto le lunghezze dei testi e bilanciarle con i giusti elementi grafici.
Evita, per esempio, lunghe colonne di testo senza immagini accanto e, piuttosto, se la tua pagina è suddivisa in due colonne, alternale, invertendo i due elementi in ogni sezione.

La progettazione della struttura tiene conto anche del grado di coinvolgimento della persona che è sul sito, disponendo in primo piano gli elementi essenziali e, a seguire, elementi di riprova sociale (testimonianze, recensioni, gallerie di progetti), approfondimenti, contatti e footer.

 

Il contenuto

Una pagina può contenere testi, immagini e altri elementi grafici, come icone e infografiche, ma il requisito essenziale di ogni pagina è la leggibilità. Assicurati che le dimensioni del font e le sue caratteristiche permettano a tutti di leggere con facilità parole e titoli.

L’insieme di questi elementi va a comporre una gerarchia visiva, che deve permettere a chi visita la pagina di orientarsi velocemente e trovare le informazioni che cerca senza essere costretto a seguire un percorso prestabilito.

Qualcuno vorrà leggere per filo e per segno tutta la storia che hai voluto raccontare nella tua pagina Chi sono e qualcun altro preferirà scorrere la pagina alla ricerca di un titolo chiave o di un elemento specifico: un dettaglio della vostra formazione, una parola o una citazione che richiami l’attenzione e susciti un’emozione.

Progettare una pagina significa assecondare diverse modalità di lettura, inserire nel titolo elementi significativi, usare i grassetti con sapienza, creare delle categorie, suddividere in colonne, variare il colore di sfondo o inserire dei separatori che diano ritmo.

Presta attenzione anche all’uso dei tag per i titoli, all’interno del codice html. Per finalità SEO ogni pagina deve contenere, per esempio, un solo tag h1 (che identifica il titolo principale). Un buon contenuto è un perfetto mix di marketing, informazione, ottimizzazione SEO e storytelling, e dev’essere progettato per accordarsi alla voce del tuo brand.

 

Il look and feel

Il look and feel è l’aspetto di una pagina, l’armonia ricreata dal corretto uso degli elementi grafici.

Per modificarlo è necessario essere a conoscenza delle linee guida visive del proprio brand e della leggenda che l’ux-designer ha voluto ricreare. Per esempio, è possibile che abbia usato due diverse tipologie di pulsante, da applicare in contesti diversi, uno squadrato e l’altro stondato. 
Elementi che sembrano trascurabili, ma che ti aiutano a muoverti istintivamente attraverso la pagina. 

Il look and feel si intreccia all’identità grafica già progettata, la rispetta e l’interpreta mettendo in campo nuovi elementi perfettamente allineati allo stile comunicativo creato in precedenza.
Fai particolare attenzione alla visualizzazione che la tua pagina avrà da mobile, nascondi alcuni elementi, inserisci dei link ipertestuali e assicurati che la tua pagina sia responsive (si adatti graficamente a tutti i dispositivi).

Come avrai notato, modificare la struttura di una pagina non è banale! Con questo articolo ho voluto proporti una piccola panoramica degli elementi essenziali per la progettazione di una pagina, ma ci sono molti aspetti che ho affrontato solo superficialmente.

Se hai la necessità di modificare una pagina web, sarebbe meglio che ti rivolgessi a dei professionisti, ma se proprio non è possibile, fai buon uso di questi consigli e sfruttali come input per approfondire i singoli aspetti. 🙂

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Come scrivere i testi per la pagina Chi sono

 

Breve glossario del marketing: come orientarsi fra le sue mille definizioni.

Breve glossario del marketing: come orientarsi fra le sue mille definizioni.

Breve glossario del marketing

In-bound marketing, marketing relazionale, marketing a risposta diretta, marketing tradizionale. Quante forme di marketing esistono? E come si differenziano? Ho voluto creare per te un glossario con le principali tipologie di marketing, per aiutarti a individuare l’approccio che senti più affine e avere una guida che ti aiuterà nella comprensione delle informazioni presenti online.

 

Differenze fra marketing tradizionale e marketing relazionale.

Una delle principali differenze che ti aiuterà a fare chiarezza è quella fra marketing tradizionale e relazionale.

Il marketing tradizionale è quello risalente ai primi anni ’90, all’era pre-internet in cui c’era una maggiore selezione delle informazioni dall’alto, che giungevano a noi attraverso libri, stampa, radio e TV, in cui l’interazione e il feedback degli ascoltatori erano molto limitati.
Il marketing tradizionale andava “a caccia di clienti”, palesandosi in TV attraverso l’interruzione pubblicitaria. Per i brand c’era una grande barriera all’accesso, quello dei costi da sostenere per essere presenti sui canali TV, e la battaglia si combatteva a suon d’immaginari, gingle ipnotici, testimonial celebri e frasi a effetto.

Negli anni la battaglia si è spostata online ed è diventata una competizione fra identità complesse, capaci di raccontare storie ed entrare nel quotidiano delle persone, facendo parlare di sé. I marchi hanno iniziato a proiettare i propri valori sulle persone che li sceglievano, che sono diventate ambasciatrici dei brand.
La nuova mole d’informazioni reperibili online ha fatto sì che i consumatori diventassero pro-sumer capaci di smascherare bugie ed esprimere le proprie opinioni.

Sotto questa spinta, il marketing è diventato relazionale e ha spostato la sua attenzione dalle creazione di bisogni indotti, all’ascolto dei bisogni effettivi delle persone. La trasformazione è ancora in atto e non è stata abbracciata da tutti con lo stesso favore, ma è ormai chiaro che la strategia vincente per creare una relazione di lunga durata con le persone, si basi su una consonanza di valori e su un approccio empatico.

Glossario

 

In-bound marketing

Tipologia di marketing che si basa sull’essere trovati dai potenziali clienti, attraverso il racconto di storie, stili di vita e contenuti di valore. Si contrappone all’out-bound marketing che prevede l’imporsi all’attenzione delle persone attraverso interruzioni pubblicitarie e manifesti.

 

Marketing a risposta diretta o direct marketing

Il marketing a risposta diretta è una tipologia di marketing aggressiva che fa leva sui bisogni del target, utilizzando metodi persuasivi per ottenere una risposta rapida e poco consapevole da parte della persona-utente.

 

Viral marketing

Marketing che interpreta la creazione di contenuti secondo la metafora del virus, capace di diffondersi rapidamente su larga scala. Questa tipologia di marketing cerca di decodificare quegli aspetti che rendono un contenuto “diffondibile”.

 

Instant marketing

Modalità di marketing che cerca di cavalcare i trend del momento per ironizzare e creare contenuti accattivanti e virali.

 

Content marketing

Branca del marketing che mette al centro della sua strategia la creazione di contenuti informativi e relazionali di valore. Secondo questo approccio “content is the king” (il contenuto è il re), ossia è lo strumento di marketing e fidelizzazione più efficace.

 

Guerrilla marketing

Forma di marketing che usa elementi fisici o non convenzionali per trasmettere messaggi tradizionali, attraverso azioni disruptive (dirompenti).

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