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da | Ago 10, 2020

Newsletter, blogpost, testi per i social media: la scrittura non è più solo questione d’amore e passione, ma nasce, sempre più spesso, dalla necessità di farsi conoscere e creare relazioni. Probabilmente ti sarà capitato di fermarti davanti alla pagina bianca, chiedendoti come riempirla e dove trovare le parole giuste: fluide come onde e leggere come foglie che danzano nel vento.

Se vuoi avere un rapporto diverso con l’ispirazione, impara a segnare il tuo incontro con la scrittura sul calendario, come un qualsiasi altro impegno, a creare il momento per scrivere e non a “trovarlo”. La scrittura, infatti, è un’attività che richiede molta energia, soprattutto quando lo scopo dello scrivere è emozionare. Non puoi permetterti di relegarla ai ritagli di tempo e aspettarti di spremere la tua essenza, come faresti con un’arancia!

Questo significa far rientrare la scrittura fra le proprie priorità e avere un rapporto diverso con l’ispirazione: coltivarla nel quotidiano, risvegliarla al momento giusto e predisporsi a riceverla. Ecco, allora, alcuni consigli per aiutarti a vincere il blocco dello scrittore e riuscire a programmare i momenti da dedicare alla scrittura, senza “aspettare l’illuminazione.”

1. Predisporsi a ricevere

C’è chi vive in balia delle onde e chi passa il tempo a darsi obiettivi, creare piani dettagliati e cercare di controllare il corso degli eventi. Qualcuno definisce queste due forze contrapposte Yin e Yang, ma, comunque le si interpretino, è dal loro equilibrio che puoi trarre il massimo beneficio. Puoi plasmare la tua realtà? Sì, ma ogni tanto ti consiglio di fermarti ad ascoltare, notare i particolari, cogliere le coincidenze, lasciare che le cose accadano e si rivelino, lasciarti guidare dagli eventi in luoghi inaspettati.
L’approccio ricettivo, infatti, è il migliore quando si parla d’ispirazione e ti permette di accoglierla e trovarla in qualsiasi momento, allenandoti all’osservazione.

 

2. Liberarsi dal perfezionismo

Come diceva Hemingway: “La prima stesura di qualsiasi cosa è merda.” Accettarlo significa rendersi conto che un testo fluido è un testo che ha subito un editing minuzioso.
Questo non vuol dire che non ci siano giorni in cui scrivere riesce più facile, ma che, anche in quei giorni, è meglio non affezionarsi troppo alla forma iniziale di quello che si crea.
Ti è mai capitato di scrivere di getto e sentirti nel flusso, e poi, a mente lucida, accorgerti che quello che avevi scritto non era eccezionale come credevi?
Forse ti sei sentito demoralizzato e la volta successiva hai affrontato la pagina con più insicurezza.
O magari ti è capitato di avere in mente un’idea bellissima, ma continuare a rimandare per paura di non trovare la forma perfetta per tradurla in parole.

Se ti è capitato, prova a chiamare la prima stesura: “bozza” e gettare i concetti sul foglio preoccupandoti in un secondo momento di cercare una forma più incisiva per trasmettere quello che scrivi.
Se la prima stesura è merda, tanto vale non preoccuparsi dei periodi macchinosi, degli aggettivi vaghi e dei refusi. Meglio concedersi di scrivere male, ma con meno fatica! Ci sarà sempre tempo per rileggere, correggere e trovare una forma migliore.

 

3. Fare journaling

Il journaling è una pratica portata avanti da personalità creative in tutto il mondo, che permette di svuotare la mente dai pensieri e dalle preoccupazioni, osservarli e allontanarsene, per cominciare la giornata più leggeri.
E non solo, è un modo perfetto per allenare la capacità di scrivere senza giudicarsi e custodire le intuizioni che arrivano dai sogni.
La mattina, infatti, è il momento migliore per dedicarsi a questa attività, quando ancora la parte razionale non ha preso il sopravvento e si riesce a scrivere con meno autocensura.
Anche se non sei convinto che questa pratica possa davvero aiutarti, ti consiglio di provarla!

Compra un quaderno che ti piaccia, scrivi tutto quello che ti viene in mente e riponi il quaderno dove puoi essere certo che nessuno lo legga.
 

4. Creare dei rituali creativi

Il pane lievita meglio in un ambienta caldo e umido, vero?
Anche l’ispirazione non vive in tutti gli habitat, ma cerca le atmosfere intime e si aggrappa a tutto quello che stimola i nostri sensi.
Per coltivare l’ispirazione nel quotidiano, ti consiglio di creare un rituale creativo. In che modo?
Fai spazio ai profumi, a un’illuminazione suggestiva, agli oggetti che rievocano ricordi, ai piccoli vizi e vezzi.
Un rituale creativo può essere accendere una candela, o farsi una doccia con dei sali da bagno profumati, leggere una poesia o perdersi con lo sguardo oltre la finestra, verso l’orizzonte.
Ti consiglio di crearlo avendo in mente una precisa atmosfera, lasciando che evolva con te e che si arricchisca degli elementi che raccontano il tuo mondo.

Ognuno ha il suo modo di trovare il proprio, scegliendo il linguaggio migliore per sé. Sono sicura che anche tu riuscirai a creare la tua sinfonia di “oggetti e formule magiche”, per risvegliare la tua essenza e dare forma all’estetica che hai dentro.

 

5. Attingere alle giuste fonti

Trovare delle fonti sicure e originali a cui attingere può essere di estrema importanza, per dare sempre nuova linfa ai nostri contenuti ed essere informato sulle ultime novità del settore.
Se trovi molta difficoltà a scrivere, prova a leggere quel libro del tuo scrittore preferito che non hai ancora letto, o, perché no, a rileggere quel saggio che ti ha cambiato la vita.

In alternativa potresti cercare dei giornalisti o blogger che trattano i tuoi stessi temi o temi affini, a cui ispirarti (non copiare). Mostri sacri o semplicemente persone che ammiri: i miei sono Annamaria Testa, Oliver Burkeman, l’astrologo Rob Breszsny, la serie Netflix Abstract, alcuni articoli di Wired o i post del blog di Later, i film di Wes Anderson; e poi, svariati youtuber, content creator, imprenditori, designer e illustratori stranieri.

 

6. Leggere qualcosa che abbiamo scritto noi e di cui siamo soddisfatti.  

Sei particolarmente soddisfatto del tono di voce che hai individuato nella tua ultima newsletter? Prova a rileggerla per ritrovarlo e scrivere un nuovo pezzo.

Rileggere una pagina di cui si è felici è un ottimo modo per sentirsi più sicuri di sé e dare slancio alla scrittura. Io lo faccio molto spesso. Mi aiuta a capire cosa mi piace di quello che scrivo e ripeterlo, rafforzarlo, farne il mio stile. Provare per credere!

Che aspetti? Immergiti nelle tue pagine migliori e lasciati guidare dalla corrente!
E, se vuoi restare in contatto con me e ricevere promozioni, offerte e consigli, iscriviti a Poliedrica!

 

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