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Come trovare un nome memorabile

 Per naming si intende “l’arte” di dare un nome a un progetto, che si tratti del nome di un’attività o del nome di un servizio o di una newsletter.

Oggi ti racconto il mio metodo per trovare un naming memorabile in grado di “andare oltre la punta della lingua” e farsi ricordare.

In alcuni casi potrai spaziare con la fantasia muovendoti all’interno della tua area semantica. In altri casi dovrai fare i conti con la capacità del tuo nome di posizionarsi sui motori di ricerca, con i domini liberi, con la semplicità nell’associare il tuo nome a un servizio.

Ci sono naming didascalici che spiegano e orientano, naming evocativi che fanno sognare, naming ironici e così via, a seconda del tuo stile di comunicazione, del tono di voce e della strategia.

E i naming perfetti? I naming perfetti semplicemente non esistono, perché un nome suggerisce, ma non può svelare tutto. Un nome può creare curiosità, ma soprattutto deve offrire una chiave di lettura per il tuo mondo.

Quando un naming deve fare i conti con la SEO?

Se il nome che stai cercando è relativo alla tua attività o a un progetto che deve posizionarsi su un motore di ricerca (Google, Youtube), dovrai fare i conti con la SEO e, nel primo caso, anche con la disponibilità del dominio.

Ho chiesto alla SEO Expert Rosario Losco di Fedro Digital, quali sono le caratteristiche che un nome deve avere per essere “amico di Google” e comparire fra le prime pagine fra i risultati di ricerca.

“Quando si parla di SEO non si può non pensare alle keywords, inserirne una all’interno del naming è sicuramente un’ottima mossa. L’attenzione sta nel trovarne una che sappia rispecchiare il core business del brand e che abbia una certa specificità (es: “auto Roma” o “auto usate” sarà sicuramente più interessante della keyword generica “auto”).

Altro fattore importante è la lunghezza, fai in modo che il nome comprenda al massimo 3 parole (brevi!), keyword compresa. E poi evita i trattini e i caratteri inusuali, sono entrambi comportamenti “spammy” e, come tali, poco apprezzati da Google.

Infine, sii originale! Evita un nome che possa generare confusione con altri brand più noti. I motori di ricerca si accorgono facilmente che gli utenti non sono realmente interessati a te.”

Per verificare, invece, la disponibilità del tuo dominio, ti basta cercare su Google “domini liberi”, troverai così diversi risultati dove poter inserire il nome che ti piace, seguito dall’estensione .it o .com.

Anche qui, la scelta dell’estensione dipende dalle tue esigenze, .it è meglio posizionato sul mercato italiano, .com si adatta meglio a un sito multilingue. La scelta, in ogni caso, non è così vincolante e, negli ultimi tempi, si stanno diffondendo anche estensioni fantasiose (.food, .pizza, etc.).

 

È vero che se non lavori sulla SEO del tuo naming nessuno arriverà sul tuo sito web?

Non necessariamente, dipende dalla strategia che decidi di attuare per veicolare traffico verso il tuo sito web. Per esempio potresti puntare sul tuo blog, fare affidamento sui social media, partecipare a eventi pubblici, promuoverti in gruppi Facebook o, ancora, sponsorizzare i tuoi contenuti.

In alcuni casi, la scelta giusta è una scelta di compromesso che non vada a scapito della chiarezza, ma che rispetti le sfumature del tuo brand.

 

Quando ti serve un buon naming?

Spesso ci si limita a pensare in modo minuzioso e originale solo al nome del proprio dominio o brand, trascurando servizi, contenuti gratuiti (freebie), iniziative e newsletter.

In realtà lavorare sui nomi della tua offerta a pagamento e gratuita potrà rivelarsi una scelta vincente per migliorare la percezione di valore dei tuoi contenuti ed essere ricordato più facilmente.

Con un buon lavoro a monte di progettazione delle fondamenta del tuo brand, sarà più facile trovarne di originali e coerenti con il tuo stile di comunicazione.

Esempi? Se il tuo brand avesse un immaginario legato al vento, potresti individuare dei nomi per i tuoi servizi trovando le denominazioni di venti particolari o di antiche divinità legate al vento, o ancora di oggetti che simulano il vento o che lo sfruttano a loro vantaggio.

(Se vuoi approfondire il tema dell’immaginario, ti consiglio di leggere questo articolo in cui parlo di brand personality.)

Potresti anche giocare con il tono di voce, specialmente se questo si ispira a particolari sottoculture o periodi storici. È il caso del birrificio britannico Brew Dog, autore della celebre birra Punk Ipa.

 

Come trovare un naming memorabile?

 

Mappa concettuale, brainstorming e sinossi.

    La fase 1 di ricerca di un buon naming è quella del brainstorming.

    Quest’attività non è per tutti banale da realizzare, perché richiede l’allenamento a mettere da parte l’autocensura e scrivere su carta tutte le parole chiave che vengono in mente e che sono legate al progetto. In questa fase, puoi integrare la ricerca con le keyword SEO riferite al settore di riferimento della tua attività.

    Più il progetto è dettagliato, più è semplice, a partire dalla sua definizione e dalle parole chiave, tradurlo in un nome che resti impresso. Di qualunque progetto si tratti, ti invito, infatti, a provare a descrivere le sue finalità in 5 righe, come se fosse una piccola sinossi, in cui vuoi convincere qualcuno a scegliere quel progetto.

    Questo semplice processo ti sarà utilissimo per mettere a fuoco i suoi aspetti di unicità. Il nome infatti potrebbe essere una metafora di quello che vuoi realizzare con il tuo progetto.
    Come nel caso della challenge Fotosintesi che ho realizzato con la fotografa Melissa Cecchini, durante la quale abbiamo invitato i partecipati a individuare il loro stile, ricercando i loro genitori artistici e realizzando una “sintesi” originale.

     

    Amplia la mappa facendo ricerca.

    A questo punto, se non hai già trovato il nome giusto, amplia la mappa cercando una serie di termini connessi, (anche i più inusuali).

    Potrà esserti utile partire dalle definizioni o magari utilizzare un dizionario etimologico per scendere nelle sfumature della materia e padroneggiarla a pieno.

    Può essere rivelatorio anche lavorare sulle tue caratteristiche o su quelle della persona o della realtà per cui stai progettando. Ci sono tanti esempi di naming tratti da canzoni, espressioni particolari, cibi preferiti, abitudini originali. Insomma, spazio all’immaginazione!

     

    Combina parole e lettere.

    Dopo aver fatto ricerca, prova a lavorare sulle combinazioni, a cambiare una lettera o un gruppo di lettere e a mixare sillabe e parole. Lavorare sulle combinazioni è il metodo più efficace per trovare nomi nuovi e originali.

    Potresti partire dal contesto di riferimento e cercare le parole che contengono le sillabe della tua parola chiave (come nel caso di Caleidoscopy) o parole con suoni simili o assonanti. Puoi giocare anche con parole inglesi, se sono coerenti con il tuo stile e adatte al tuo pubblico.
    La scelta, invece, è d’obbligo se vuoi posizionarti su un mercato internazionale.

    Questa parte del lavoro può sembrare noiosa e impegnativa, ma è quella che ti darà le più grandi soddisfazioni.

    E se ancora non avrai trovato il naming giusto per te, lascia decantare le idee, distraiti e vedrai che il nome giusto arriverà quando meno te lo aspetti, proprio come il vero amore.

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