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Brand name

Quale nome scegliere? Un nome creativo oppure il mio stesso nome?

Capita a qualunque creativepreneur, a un certo punto della sua attività di dover far fronte a questo dilemma.

  • Può capitare agli inizi del percorso imprenditoriale, quando è ancora tutto da scrivere, soprattutto se si decide di dare vita al quel sogno che troppo a lungo è rimasto chiuso in un cassetto e lo si vuole fare con il piede giusto.

Oppure…

  • Quando si sente che è giunto il momento di cambiare, di evolversi, di rendere più chiaro e tangibile ciò che la propria identità di brand dovrebbe esprimere (rebranding).

Qualunque sia il momento in cui ti trovi ora, penso di sapere cosa ti sta frullando nella mente.

“Sarà meglio scegliere un nome di fantasia oppure il mio nome?”

“… e se poi cambio idea, come faccio a riposizionarmi e far capire che sono ancora io?”

“Se scelgo il mio nome e cognome, come posso trasmettere ciò che realmente faccio? Aggiungo un payoff?”

“E se invento un nome creativo che ha già pensato qualcun altro?”

Insomma, i dubbi non mancano, quello che solitamente manca è una linea guida per fare una scelta consapevole e in linea con i propri obiettivi.

“Dare un nome a un sogno significa fare un investimento emotivo, crederci, affezionarsi, farsi una promessa…”

Come mi piace spesso sottolineare, il tuo nome dovrebbe essere come una formula magica, in grado di incantare, distinguerti e parlare di te. Deve dar voce a ciò che SEI TU nel profondo.
Ma non solo!

Il tuo brand name dev’essere strategico e deve saper parlare alla tua nicchia.
Le persone a cui ti rivolgi devono riuscire a ricordarlo con vividezza. Deve andare oltre la punta della lingua e non farti perdere nessuna occasione. Facciamo quindi chiarezza su alcuni aspetti fondamentali che possono aiutarti nella scelta.

Carta e penna alla mano e… cominciamo!

Linee guida per scegliere consapevolmente il tuo brand name

Partendo dalle esperienze vissute con professionisti e brand che ho aiutato nell’ultimo anno proprio nella ricerca del “nome giusto”, ecco una lista di PRO e CONTRO che credo potrà davvero esserti di aiuto.

 

 

Naming creativo: cosa aspettarti se stai optando per questa scelta

PRO

È facile da ricordare: giocando con effetti sonori, assonanze, giochi di parole, consonanze ci si assicura una maggiore riconoscibilità. Un nome creato ad hoc in base alla tua idea, i tuoi valori e al target di riferimento può davvero “colpire nel segno” e risultare quindi facile da memorizzare.

È più creativo e d’impatto: ideando qualcosa che sia solo tuo, puoi davvero sbizzarrirti e dare libero sfogo alla fantasia. Libera la mente e fai uscire il tuo intero mondo interiore, dandogli forma…

Non c’è limite a ciò che la tua mente può creare!

È “sganciato” dalla tua persona: in questo caso è perfetto se stai già pensando in grande, ad esempio, se immagini di evolvere in una dimensione aziendale che possa esistere anche “senza di te”, ovvero scollegata dalla tua persona.

Es. una copywriter che vuole fondare una propria agenzia di comunicazione.

È unico ed evocativo. Questo permette di essere immediatamente riconoscibili.

Non è qualcosa di già sentito, ma un nome frizzante, caldo, comunicativo, che porti con sé una storia: la tua! Che è, appunto, unicə come lo sei tu.

Un nome del genere può essere la chiave di lettura della tua identità di brand e aiutare a comprenderne la filosofia, le atmosfere o farsi portavoce di un vantaggio pratico.

Mi piace pensare all’unicità del tuo nome come a un’eco, che risuona tutt’intorno, che si sente da lontano, ma che fa immediatamente percepire chi è la persona, la voce da cui proviene.

Questo significa unicità quando si parla di naming creativo!

Ne è un esempio il lavoro fatto insieme a “Percorsi in Volo” di Stefania Mangano, dove era necessario unire due aspetti unici del suo lavoro: i percorsi di crescita personale e professionale e i percorsi di viaggio ispirazionali.

In questo caso la scelta di un naming creativo è riuscita a esternare quello che l’identità di Stefania aveva bisogno di esprimere: una modalità di viaggio, di percorso, interiore ma non solo.
Ecco quindi che siamo riuscite a dare voce all’unicità del suo brand.

 

 

CONTRO

Può essere limitante: se parti in piccolo (come tutti del resto all’inizio) e il brand evolve nel tempo, potresti anche scoprire che quanto avevi scelto in fase iniziale non si “adatta” più al tuo progetto attuale. Di conseguenza rischi di “mettere dei paletti” troppo stretti intorno a te e alla tua creatività.

Potrebbe essere il tuo caso se inizi con un’attività che può subire variazioni o si può sviluppare nel corso del tempo.

Un esempio potrebbe essere sempre una sarta che inizia col realizzare solo in abbigliamento da bambino, ma che col tempo si rende conto che ama particolarmente lavorare la lana, realizzando anche capi per adulti, ma solo con quel materiale.

Potrebbe aver scelto inizialmente un nome che rimandi a un modo tenero e infantile che poi, cambiando focus, è costretta a rivedere per adattarsi alle nuove esigenze di comunicazione.

È difficile da “variare”: se si decide di “variare” il nome, anche solo leggermente, dargli una sfumatura diversa, rischiamo di perdere la nostra riconoscibilità, soprattutto se questo implica il cambiare nickname sui social, oppure dominio del sito web o dell’indirizzo mail.

Ps. Ho scritto un altro articolo riguardo la scelta del naming anche valutando la giusta ricercabilità SEO e il nome dominio per il sito web. Puoi approfondire a questo link

 

Il tuo nome: cosa aspettarti se stai optando per questa scelta

PRO

Si adatta bene a un personal brand: se tutta la tua comunicazione si basa sulla tua persona, questa potrebbe essere la scelta più giusta. In questo modo le persone che ti seguono si affezioneranno a te, al tuo modo di essere e di fare ed entreranno direttamente in sintonia con la tua figura.
Ti aiuterà ad abbreviare la distanza che c’è tra te e chi si rivolge al tuo brand.

Può essere il caso di blogger o influencer, ma non solo. Anche figure professionali come coach e formatori o professioni di cura per cui il rapporto umano gioca un ruolo centrale.

Se hai un personal brand, però, questa non è una scelta obbligata.

Dipende dal focus che scegli. Preferisci che gli altri si affezionino a te o alla tua visione e identità di brand? Eh, già! Tu e il tuo brand non siete la stessa cosa… 😉

È l’ideale per partire senza troppi pensieri: se sei agli inizi e non puoi sapere l’evoluzione che avrà la tua attività, così come i tuoi servizi e proposte, scegliere il tuo nome ti renderà più semplice “cambiare rotta” durante il percorso o specializzarti in un determinato ambito in un secondo momento. E chissà! Magari più avanti sentirai di volerti esprimere con un naming creativo.

Sarai sempre rintracciabile: il nome non si cambia col tempo, per questo qualsiasi sia la strada che prenderai a livello professionale, la tua riconoscibilità resterà inalterata col tempo.

 

 

CONTRO

È limitante nell’evoluzione da personal brand a brand aziendale: in questi casi infatti, se già inizialmente si hai un’idea di espansione futura, la scelta del proprio nome non è l’ideale.

È difficile da ricordare in caso di nomi comuni: un esempio vale più di mille spiegazioni in certi casi. Il sig. Mario Rossi (classico nome comune) che vuole posizionarsi in una nicchia farà molta più fatica rispetto a chi ha un nome più particolare o ricercato.

È facile da confondere con omonimi famosi o competitors: anche in questo caso un esempio ti chiarirà immediatamente il concetto. Se dovessi chiamarti Donatella Versace, non credi sarebbe difficile posizionare il tuo nome nella mente delle persone, anche se il tuo campo non fosse l’alta moda? Subito le persone penserebbero al personaggio famoso e (forse) solo in secondo luogo a te.

Ecco perché in certi casi scegliere il proprio nome di battesimo non è una buona idea.

 

La mia esperienza con il naming.

La scelta del nome del proprio brand non è cosa né facile né tantomeno banale o scontata.

Io stessa sono nata come Caleidoscopy e pensavo che non avrei mai cambiato quel nome!

Poi sono evoluta spostando dal copywriting puro al brand design per creativepreneur service-based, usando il copy come uno degli strumenti di una strategia di branding.

Caleidoscopy non è stato solo il mio nome, ma la metafora che tiene assieme in modo coerente tutti gli elementi della mia comunicazione e continua a esistere in questo senso, nei riflessi di luce di una fotografia o nei nomi della mia offerta di servizi.

Per questo motivo è bene prendersi i propri tempi per fare tutte le valutazioni del caso e scegliere con cognizione di causa.

 

Quando un nome è quello giusto?

Il tuo brand name deve emozionare, e farti sentire totalmente a tuo agio quando lo comunichi.

“Non esiste scelta esatta o sbagliata. Se ti rende felice, è la decisione giusta” (cit.)

Se ancora non sei convinto e tra le mille idee che ti sono frullate nella mente ancora non hai chiarezza su quale scegliere, puoi sempre decidere di confrontarti con qualcuno.

A volte il consiglio e il punto di vista di una professionista esterno, che non ti conosce e non è coinvolta personalmente nella tua vita, è il regalo più grande che puoi farti.

  1. Senza pensieri, perché sai di non essere solo nell’ardua scelta e di affidarti a una persona del mestiere.
  2. Puoi scambiare idee e opinioni e “tirare fuori” quello che hai dentro senza sentirti in imbarazzo.
  3. Quella persona vedrà cose di te e del tuo brand che non riesci a vedere, mettendo enfasi sulla tua unicità.

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Sarò felice di poterti aiutare, darti spunti e chiarire i tuoi dubbi nella scelta del nome più adatto a rendere il tuo brand davvero unico e indimenticabile!

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